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Manfredonia: picchia la madre per cinque euro, arrestato ventenne Candela: spende soldi falsi, arrestata 41enne

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Di seguito alcuni comunicati diffusi dai carabinieri:

I Carabinieri della Stazione di Candela hanno arrestato in flagranza di reato per spendita di monete falsificate e truffa in concorso una donna di 43 anni, originaria di Cerignola ma residente in provincia di Pavia, già nota alle Forze dell’ordine.
Sabato sera i militari erano stati allertati dalla titolare di un negozio di bigiotteria di Candela che si era appena accorta della falsità di una banconota da 100 euro con la quale una donna, che si era da pochi istanti allontanata in auto, le aveva pagato alcuni cosmetici ed un paio di orecchini da bigiotteria, ricevendo oltretutto 78 euro di resto.
Le ricerche così tempestivamente avviate avevano consentito ai Carabinieri di rintracciare ancora in paese la Lancia Y sulla quale era stata notata salire la 43enne, e che a quel punto era stata trovata insieme ad un uomo e ad un’altra donna. Nel corso del controllo i militari avevano quindi recuperato sia la merce acquistata fraudolentemente dalla donna che il denaro dalla stessa ricevuto come resto della banconota di grosso taglio risultata non genuina.
Accompagnata in caserma, al termine delle formalità di rito la donna è stata dichiarata in arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica, associata alla casa circondariale di Foggia, mentre la banconota sottoposta a sequestro è stata consegnata al Comando Carabinieri presso la Banca d’Italia per ulteriori accertamenti tecnici.
Dopo la convalida dell’arresto, il GIP del Tribunale di Foggia ha disposto per l’arrestata l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre i suoi due complici, entrambi di origini pugliesi ma da tempo residenti in provincia di Milano, sono invece stati deferiti in stato di libertà alla Procura di Foggia per il concorso nel medesimo reato.

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Alcuni giorni addietro una povera madre di Manfredonia si è vista costretta a chiedere l’intervento dei Carabinieri per un ennesimo oltraggio da parte del proprio figlio, che al termine dell’intervento è stato arrestato per una serie di reati. Le generalità del giovane, appena 20enne ma già ben noto ai militari per numerosi precedenti di polizia, non verranno rese note non tanto a tutela della sua privacy, ma per evitare un’ulteriore schiaffo alla povera donna.

Nel tardo pomeriggio di lunedi scorso la Centrale Operativa della Compagnia sipontina aveva ricevuto una telefonata con una disperata richiesta di aiuto da parte di una donna, che lamentava all’operatore di essere stata brutalmente malmenata dal figlio, allontanatosi da casa subito dopo il vile gesto. La Centrale Operativa aveva immediatamente inviato sul posto una pattuglia per verificare quanto denunciato mentre, contemporaneamente, il Comandante della Stazione di Manfredonia, assieme al suo più diretto collaboratore, si era già messo sulle tracce del responsabile, cercandolo per le vie cittadine, convinto di poterlo acciuffare in poco tempo. Ed infatti, poco dopo, rintracciato nella zona di Siponto, vistosi ormai braccato, il ragazzo aveva tentato una tanto folle quanto inutile fuga alla guida del proprio scooter nuovo fiammante, appena regalatogli proprio dalla mamma, per le strette vie che corrono lungo il mare, fino a quando i due Marescialli erano riusciti a bloccarlo, rendendolo inoffensivo.
Dalla ricostruzione della vicenda era quindi emerso che il giovane aveva aggredito e picchiato la madre, mentre questa stava preparandogli il pranzo, pretendendo che questa gli desse cinque euro, nonostante in tasca ne avesse già oltre duecento.
Al termine degli accertamenti e della compilazione degli atti di rito, il giovane è stato dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia, resistenza a Pubblico Ufficiale e tentata estorsione, venendo quindi condotto e ristretto presso il carcere di Foggia.




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