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Grumo Appula, “la piscina delle sorprese”. Interrogazione di Zullo

Secondo il capogruppo regionale di Direzione Italia i conti non tornano

Di seguito un comunicato diffuso da Ignazio Zullo, consigliere regionale della Puglia:

Ancora deve essere realizzata, ma nella piscina di Grumo Appula il rischio di “annegare” fra tante sorprese è più che reale!

Chi di voi è così fortunato da realizzare un’opera, nel caso specifico una piscina, che costa 1 milione e 900mila euro e ne ottiene oltre 850mila dalla Regione, tramite PugliaSviluppo, e 80mila euro l’anno per 20 anni dal Comune di Grumo Appula, che però, in difficoltà economico-finanziarie, trasforma questo importo in 40mila a carico del Comune e 40mila a carico dei Piani di Zona?

Facciamo due conti: 850mila euro dalla Regione più 1 milione e 600mila verranno dal finanziamento ventennale = circa 2 due milioni e mezzo, se a questo sottraiamo il costo dell’opera pari a 1 milione e 900mila euro ci si rende conto che questa fortunata società avrà garantito un surplus di circa 600mila euro.

A questo punto ci chiediamo: perché la piscina non la realizza il Comune o una società/associazione di Grumo?

Di questa piscina ce ne eravamo già occupati, in un’altra interrogazione, per via del project-financing che il sindaco ha contrattualizzato per la realizzazione garantendo acquisto di prestazioni per 20 anni, dal 2020 al 2040, coinvolgendo illegittimamente anche i fondi del Piano di Zona e con il parere negativo del dirigente del Servizio economico finanziario del Comune e del Revisore dei Conti.

Anche su questo non mancano le sorprese: una delibera dell’agosto 2018 sottoscritta dai sindaci del Piano di Zona dichiarata illegittima dalla Regione e che gli stessi sindaci firmatari iniziano a rinnegare, a cominciare da quello di Cassano Murge e vedremo chi a ruota lo seguirà, tenuto conto che anche il sindaco di Acquaviva delle Fonti ne ha chiesto la revoca.

Altra sorpresa è che l’opera viene finanziata da PugliaSviluppo con i fondi del PIA Turismo. Si tratta di incentivi per l’apertura di nuove attività turistico-alberghiere attraverso il recupero di patrimonio immobiliare esistente. Insomma, bandi che permettono l’ampliamento e l’ammodernamento di attività già presenti per migliorare l’offerta turistica e non per realizzare piscine.

Sorprese alle quali credo che il presidente Emiliano, al quale ho inviato apposita interrogazione, voglia cominciare a dare risposte su una piscina che viene pagata tutta con soldi pubblici, ma che di fatto è di proprietà e gestione privata, per la quale vi è una commistione di fondi che dovrebbero essere utilizzati per attività socio-sanitarie e attività turistiche.

Intanto, il Comune di Grumo è in balia di una crisi economico-finanziaria con lo spettro del dissesto e ciò fa presagire ulteriori sorprese, come contenziosi a non finire tra una società che, ovviamente, ha in mano tutte le carte per pretendere quanto gli è dovuto, ma anche il ristoro di eventuali danni, da una parte e il Comune di Grumo, Comuni dei Piani di Zona e Regione dall’altra.

Ai cittadini di Grumo nel ventennio (2020-2040) occorre dare certezze di realizzazione di una piscina e non lasciare in eredità un mare di guai. Se si è amministratori corretti e responsabili.


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