Flashnews: 23 febbraio 2018
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Salam, intimidazioni neonaziste nei confronti dell’associazione tarantina

In Abruzzo, dove l'organizzazione è impegnata, le scritte contro la responsabile e i volontari

Di seguito un comunicato diffuso dall’associazione Salam:

Proprio nel giorno in cui si celebra in tutto il mondo la “Giornata della Memoria”, sono stati brutalmente sporcati dall’ombra del fascismo con svastiche, scritte fasciste, razziste e sessiste, i muri, le panchine, i pali, gli alberi ed una cappella di “San Massimo” frazione di Isola del Gran Sasso, comune che ospita il centro di accoglienza straordinario gestito dall’Associazione Salam.

Tra le scritte, compaiono non solo messaggi razzisti e sessisti contro le operatrici del CAS ed i beneficiari , richiedenti asilo politico e rifugiati, chiamati “negri”, “bastardi”, “infami merde al rogo”, ma anche messaggi minacciosi di intimidazione – “pagherete con il fuoco” , “distruggeremo le vostre vite” – rivolti alla Presidente dell’Associazione Salam Simona Fernandez Cascetti, alla Proloco di San Massimo e ai beneficiari. Incute e fa riflettere al contempo, la scritta “gas per i negri” riportata su una canalina della rete del gas come il messaggio sessista scritto sopra il muro di una cappella, oltraggiando i simboli religiosi.

“E’ stato un risveglio amaro, che non ci saremmo mai aspettati di vivere soprattutto oggi, giornata della Memoria ” ha dichiarato la presidente dell’Associazione Salam. Laddove si stavano condividendo delle buone pratiche di inclusione sociale, oggi quei luoghi sono stati macchiati, violati ancora una volta dall’onta del fascismo.

Ad Isola infatti l’Associazione Salam sta lavorando ad un progetto di valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali , in chiave turistica, partendo proprio dal contributo quotidiano reso dai richiedenti asilo alla comunità, e che si può constatare non solo in una semplice pulizia delle strade, ma nel recupero della rete sentieristica in stato di disuso, abbandonata o persa, all’interno dell’Area del Parco Nazionale del Gran Sasso. Quei sentieri, quei percorsi, quelle strade, muri e alberi sono stati “sporcati”, ancora una volta. A Isola infatti in epoca fascista era presente il campo di concentramento della Basilica di San Michele in cui vennero internati 116 cinesi, la cui unica colpa era quella di avere il passaporto cinese. Oggi a ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali ritorna l’incubo che pensavamo di non dover più rivivere. E’ evidentemente questo un chiaro attacco non solo all’Associazione Salam ma alle istituzioni e alle ferme parole di condanna contro il fascismo da parte del Presidente della Repubblica Mattarella.

“A questo vile attacco contro la democrazia – dichiara Fernandez – deve arrivare ferma e repentina la condanna da parte dei cittadini e delle istituzioni, da ogni parte d’Italia. Affinché la lotta e nuova resistenza contro ogni forma di discriminazione non risultino vane.” Questo l’appello della Presidente dell’Associazione Salam rivolto a tutti, che aggiunge: “Non lasciateci soli”.


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