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Taranto, arrivano i soldi e arriva la paura: firmati due protocolli d’intesa anticorruzione E la cupola dell'Expo voleva interessarsi anche alla Puglia: autorità portuale di Brindisi, ospedale di Maglie, porto di Molfetta nelle intercettazioni

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Bonifica dall’inquinamento e riqualificazione del centro storico. Fra una cosa e l’altra, sono quattrocento milioni di euro. Data l’aria che tira in termini di corruzione, tangenti, illegalità negli appalti, bisogna tenere gli occhi particolarmente aperti, a Taranto dove sono in arrivo questi tantissimi soldi pubblici. Così il viceministro Filippo Bubbico, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e i responsabili degli enti preposti ai controlli, hanno firmato due protocolli di intesa. “Non una cartolina illustrata” dice Vendola “ma un preciso programma di lavoro” per prevenire l’illegalità. Con tutti questi soldi in arrivo, gli appetiti saranno enormi. La cosa fa paura e va esaminata con la dovuta serietà, dunque che quei protocolli di intesa non rimangano teoria.

Anche perché la Puglia era già nel mirino di quegli individui arrestati per la vicenda della corruzione legata all’Expo 2015, uno scandalo che fa già parlare di una nuova tangentopoli. Nelle intercettazioni figurano apertamente i tentativi di mettere le mani sull’autorità portuale di Brindisi, di mettere le mani sui lavori riguardanti il porto di Molfetta e di accaparrarsi l’eventuale concretizzazione del progetto da 140 milioni di euro per un nuovo ospedale a Maglie.




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