Sono state oltre dieci ore di spettacolo, dal primo pomeriggio alla notte (per non parlare dei preparativi). Spettacolo e riflessione, rivendicazione anche dura, come è nella tradizione dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto. Perché dura è la realtà che, spesso per decisioni che vengono prese altrove, un po’ perché ci mette del proprio, Taranto vive una realtà dura. Una manifestazione molto partecipata.
Solo che da ieri sera l’argomento principale di discussione e di presa di posizioni è questa foto, apparsa sul video wall durante un intervento per parlare di Gaza. Si può accostare Meloni (democraticamente eletta) e Mussolini (dittatore)? Che poi le simpatie all’origine di quella parte politica siano anche richiamate al ventennio non viene nascosto neppure da molti esponenti di primo piano, mentre molti altri cercano di tenersene lontani. Vedi il deputato ionico Dario Iaia (FdI) che, ieri sera stesso, ha parlato di “propaganda scadente” e ha rimarcato il “no” ad accostare una presidente democraticamente eletta e un dittatore. Comunque sia, “la” foto del concertone di Taranto sarà inevitabilmente questa. Il concertone è stato anche tanto altro e chi ci è stato lo sa.
Infine: quella foto è stata possibile perché c’è una presidente eletta democraticamente, grazie a quelli che hanno sconfitto il dittatore. Un Primo Maggio che così ricorda anche il 25 aprile.






