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Torricella: infermiera, autista soccorritore e soccorritrice del 118 aggrediti L'intera squadra della postazione

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Di seguito un comunicato diffuso da Usb:

“Mercoledì scorso, durante le ore serali, l’intera squadra della postazione 118 in servizio a Torricella, quindi un’infermiera, un autista soccorritore ed una soccorritrice, è stata vittima di un’aggressione.
Ancora una volta siamo costretti a denunciare un atteggiamento violento nei confronti di operatori impegnati nello svolgimento del proprio servizio.
In particolare, l’ autista soccorritore,  è stato bersaglio di  un gesto di umiliazione e disprezzo. Si tratta di un episodio che  rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme di una situazione che non può più essere sottovalutata.
A nome della nostra organizzazione sindacale, esprimiamo la massima solidarietà al collega e a tutta la squadra coinvolta, ma al tempo stesso siamo consapevoli che la solidarietà, da sola, non basta più.
Non è accettabile che chi lavora quotidianamente per soccorrere e salvare vite, debba mettere in conto di essere insultato, minacciato o aggredito durante il proprio turno.
Gli operatori del 118 intervengono ogni giorno in contesti complessi e delicati, spesso caratterizzati da forte tensione.
Non si può chiedere a questi lavoratori di essere pronti a tutto e, insieme, lasciarli in balìa di questi atteggiamenti, senza adeguate tutele.
Come USB, chiediamo pertanto alle istituzioni e agli enti competenti di assumere decisioni concrete ed immediate.
Servono misure strutturali per la sicurezza degli equipaggi, protocolli operativi chiari e realmente applicabili, maggiore coordinamento con le forze dell’ordine, strumenti efficaci di prevenzione e formazione specifica del personale per la gestione delle situazioni a rischio.
Serve soprattutto una presa di posizione netta nei confronti di chi aggredisce un lavoratore mentre sta svolgendo una funzione essenziale per la collettività.
Chi aggredisce un soccorritore non aggredisce soltanto un singolo lavoratore: colpisce un servizio pubblico e mette a rischio la sicurezza dell’intera comunità.
Per questo, riteniamo indispensabile superare la logica dell’emergenza nell’emergenza.
Non vogliamo più assistere alla consueta sequenza di dichiarazioni di solidarietà dopo ogni aggressione, e poi al ritorno al silenzio fino all’episodio successivo.
La sicurezza deve essere garantita prima che accada qualcosa, non dopo.
La nostra organizzazione sindacale continuerà a denunciare ogni episodio di violenza e continuerà a mettere al centro della propria azione la tutela degli operatori dell’emergenza-urgenza.
Siamo pronti a confrontarci con le istituzioni, a proporre soluzioni e a collaborare alla costruzione di un sistema di sicurezza più efficace.
Ma siamo altrettanto pronti, qualora le risposte continuassero a non arrivare, a mettere in campo tutte le iniziative sindacali e democratiche necessarie, compresa la mobilitazione dei lavoratori.
Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto di un diritto fondamentale: poter lavorare senza essere aggrediti”.



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