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“Il Salento continua a bruciare. Non è più il tempo dell’emergenza ma quello delle responsabilità” Incendi: assessore di Avetrana, "i cittadini e i Comuni sono soli. Intervengano subito Regione, governo, prefettura, tavolo tecnico urgente"

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Ieri, nel territorio, l’incendio a Torre Colimena. Davvero complicato venirne a capo, anche a causa del vento.

Di seguito una dichiarazione di Emanuele Micelli, assessore comunale di Avetrana:

I cittadini e i comuni sono soli, intervenga subito Regione Governo Prefettura, tavolo tecnico URGENTE.

Il Salento continua a bruciare. Non è più il tempo dell’emergenza, ma quello delle responsabilità.

Ancora una volta il Salento è devastato dagli incendi. Ancora una volta il fuoco mette a repentaglio la vita delle persone, costringe residenti e turisti a vivere momenti di autentico panico, distrugge il patrimonio naturale, compromette l’economia locale e infligge un durissimo colpo all’immagine di un territorio che vive anche della sua straordinaria ricchezza ambientale e paesaggistica.

La paura è ormai diventata una costante dell’estate. Famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, strutture ricettive in apprensione, turisti che assistono impotenti all’avanzare delle fiamme, comunità intere che vivono nell’incertezza e nell’angoscia. Tutto questo non può essere considerato normale.

Ancora più drammatica è la distruzione di habitat naturali che erano stati recuperati con anni di lavoro, investimenti, studi scientifici e sacrifici da parte di enti, associazioni, volontari e cittadini. Ecosistemi faticosamente ricostruiti vengono cancellati nel giro di poche ore. Con essi scompare una parte preziosa della biodiversità del Salento: migliaia di animali selvatici, soprattutto piccoli mammiferi, rettili, anfibi, insetti, uccelli e nidiacei, non riescono a sottrarsi alle fiamme e muoiono nel rogo. Non bruciano soltanto alberi e macchia mediterranea: vengono cancellati equilibri naturali che richiederanno decenni per essere ricostituiti, sempre che ciò sia ancora possibile.

È intollerabile che anni di battaglie per la tutela ambientale, interventi di rinaturalizzazione e ingenti risorse pubbliche investite nella conservazione degli ecosistemi vengano ridotti in cenere nell’indifferenza delle istituzioni nazionali e regionali.

Questa non è più un’emergenza imprevedibile. È un fenomeno ricorrente che avrebbe imposto da tempo una seria pianificazione. E invece continuiamo ad assistere allo stesso copione: il fuoco divampa, si rincorre l’emergenza, si ringraziano gli operatori e poi tutto torna nel dimenticatoio fino all’estate successiva.

Mentre per vicende infinitamente meno rilevanti assistiamo a una continua produzione di comunicati stampa, interrogazioni, conferenze e prese di posizione politiche, davanti alla distruzione di un intero patrimonio ambientale, ai rischi per l’incolumità pubblica, ai danni economici e turistici e alla perdita irreversibile di biodiversità, il silenzio delle istituzioni regionali e nazionali è assordante.

I Comuni, che meritano di essere ringraziati per l’impegno profuso, vengono lasciati praticamente soli a fronteggiare una crisi che richiederebbe ben altre risorse e ben altro coordinamento.

I Vigili del Fuoco continuano a operare con organici insufficienti, affrontando emergenze sempre più vaste e complesse. I volontari della Protezione Civile suppliscono con straordinario senso del dovere a carenze strutturali che non possono gravare sulle spalle del volontariato. Anche le Forze dell’Ordine, negli anni, hanno visto ridursi gli organici proprio mentre il territorio avrebbe bisogno di una presenza sempre più capillare.

Non possiamo continuare a perdere pezzi del Salento ogni estate.

Per queste ragioni chiediamo l’immediata convocazione di una Conferenza dei Servizi straordinaria, con la partecipazione del Governo, della Regione, della Prefettura, degli enti competenti, degli enti gestori delle aree naturali protette, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’Ordine, della Protezione Civile e di tutti i Comuni interessati, affinché venga predisposto un piano straordinario di prevenzione, monitoraggio e contrasto agli incendi, accompagnato da risorse economiche adeguate, dal rafforzamento degli organici e da una strategia permanente di tutela del territorio.

Il Salento non è soltanto una meta turistica. È un patrimonio naturale, storico e umano che appartiene all’intero Paese. Continuare ad affrontare questa tragedia con interventi tardivi e senza una reale programmazione significa condannare uno dei territori più belli d’Italia a un progressivo impoverimento ambientale, economico e sociale.

Le fiamme non distruggono soltanto boschi e macchia mediterranea. Distruggono il futuro. E chi oggi continua a voltarsi dall’altra parte dovrà assumersi la responsabilità di ciò che il Salento perderà domani.

 



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