Che figuraccia.
Sospeso l’accordo di Schengen nei confronti della Spagna (sospensione che non vale per chi è turista: quelli che rischiano di morire, e in 57 sono morti, valgono meno?) il primo ministro spagnolo Sanchez ha risposto. E ha fatto fare una figuraccia al nostro governo. Ma brutta.
Ha scritto:
“La solidarietà e l’empatia sono opzionali.
Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no.
Numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex:
Attraverso l’Italia: 478.600
Attraverso i Balcani occidentali: 340.600
Attraverso la Grecia: 259.800
Attraverso la Spagna: 234.760
Attraverso il confine orientale: 48.000
Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un’UE forte e unita”.
Che figuraccia.
Che figuraccia.
Ricordiamo chi governa dal 2022, cioè da quattro degli ultimi cinque anni citati. Un colabrodo. E oggi questa decisione. Perché? C’è da rincorrere quell’altro? Ma non è necessario prendere a riferimento il peggiore, ogni tanto. Giova rammentare che quando le ondate di sbarchi toccano all’Italia, chiede e ottiene dagli altri di non sospendere Schengen. Sai che ridere in futuro, grazie a questa ideona.
Invece potremmo tornare a come eravamo. Chi scrive ricorda prima a se stesso poi agli altri, soprattutto pugliesi, quando ad inizio anni Novanta si visse il colossale sbarco dalla Vlora a Bari. L’8 agosto saranno 35 anni. Il presidente della Repubblica prese una posizione pessima ma il sindaco Enrico Dalfino scelse la risposta umanitaria. E un intero territorio fece la sua parte. Chi scrive, che doveva fare semplicemente il racconto di quello che stava succedendo, si ritrovò a fare i letti ai migranti che dovevano essere ospitati in una struttura, e si ritrovò a farli insieme a Michele Conserva, sindaco di Martina Franca, insieme agli assessori, ai volontari. Letti e materassi che l’Aeronautica militare, con il Terzo Roc impegnato (comandante Settimo Merendino e tutti gli altri militari di quella base) rendeva disponibili. E in ogni angolo della Puglia ognuno stava facendo le nostre stesse cose. Ognuno mise a disposizione qualcosa. E arrivarono anche aiuti dall’estero, Spagna compresa, all’Italia in quel periodo dati gli sbarchi di ottantamila migranti.
Noi italiani siamo questo. Ricordiamocelo.
(ps: una giovanissima di questo territorio, laureata in ingegneria gestionale, intenzionata a fare il successivo biennio in ingegneria energetica, ha detto a chi scrive che vuole andare subito via dall’Italia. Dove? In Spagna. Un caso come tanti. Fatevi una domanda e datevi una risposta. Che in realtà c’è già)









