Stando alla denuncia di un padre riportata da vari giornali alla bambina è stato negato il pasto alla mensa scolastica per un debito da parte della famiglia di 12 euro.
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Di seguito una dichiarazione di Gianni Liviano, presidente del consiglio comunale di Taranto:
Se fosse confermato che a una bambina sia stato impedito di consumare
il pasto a scuola per una morosità della famiglia, saremmo di fronte a
un fatto aberrante, che non può lasciare indifferenti.
Mi riferiscono che la famiglia fosse stata preventivamente informata
della situazione debitoria e che, pertanto, la vicenda presenti
aspetti ancora da chiarire. Saranno gli approfondimenti
dell’Amministrazione a ricostruire con precisione quanto accaduto.
Ma una cosa deve essere chiara: il debito di un genitore non può mai
diventare una colpa da far scontare a un bambino.
Comprendo le esigenze di correttezza amministrativa, il rispetto dei
regolamenti e la necessità che tutti contribuiscano ai costi dei
servizi pubblici. Ma esistono situazioni nelle quali l’Amministrazione
è chiamata a esercitare, oltre alla necessaria attenzione contabile,
anche sensibilità, responsabilità e umanità.
La mensa scolastica non è soltanto un servizio a domanda individuale.
È anche un momento di socialità, inclusione e crescita. Nessun bambino
dovrebbe correre il rischio di sentirsi diverso, escluso o mortificato
per una difficoltà economica della propria famiglia.
Se davvero si è verificata una situazione del genere, non possiamo
rifugiarci dietro un regolamento o una procedura amministrativa.
Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che qualcosa non ha
funzionato e fare in modo che non accada mai più.
Le amministrazioni si giudicano non soltanto dalla capacità di far
rispettare le regole, ma soprattutto dalla capacità di applicarle
senza perdere di vista le persone.
Perché prima dei debiti, delle rette e della burocrazia vengono i
bambini. Sempre.
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Di seguito un comunicato diffuso da Maria Lucia Simeone, assessora all’Istruzione del Comune di Taranto:








