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Pasto a scuola, no a bimba per morosità della famiglia: presidente del consiglio comunale di Taranto, “sarebbe aberrante” L'assessora: nessun pasto negato

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Stando alla denuncia di un padre riportata da vari giornali alla bambina è stato negato il pasto alla mensa scolastica per un debito da parte della famiglia di 12 euro.

—–

Di seguito una dichiarazione di Gianni Liviano, presidente del consiglio comunale di Taranto:

Se fosse confermato che a una bambina sia stato impedito di consumare
il pasto a scuola per una morosità della famiglia, saremmo di fronte a
un fatto aberrante, che non può lasciare indifferenti.

Mi riferiscono che la famiglia fosse stata preventivamente informata
della situazione debitoria e che, pertanto, la vicenda presenti
aspetti ancora da chiarire. Saranno gli approfondimenti
dell’Amministrazione a ricostruire con precisione quanto accaduto.

Ma una cosa deve essere chiara: il debito di un genitore non può mai
diventare una colpa da far scontare a un bambino.

Comprendo le esigenze di correttezza amministrativa, il rispetto dei
regolamenti e la necessità che tutti contribuiscano ai costi dei
servizi pubblici. Ma esistono situazioni nelle quali l’Amministrazione
è chiamata a esercitare, oltre alla necessaria attenzione contabile,
anche sensibilità, responsabilità e umanità.

La mensa scolastica non è soltanto un servizio a domanda individuale.
È anche un momento di socialità, inclusione e crescita. Nessun bambino
dovrebbe correre il rischio di sentirsi diverso, escluso o mortificato
per una difficoltà economica della propria famiglia.

Se davvero si è verificata una situazione del genere, non possiamo
rifugiarci dietro un regolamento o una procedura amministrativa.
Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che qualcosa non ha
funzionato e fare in modo che non accada mai più.

Le amministrazioni si giudicano non soltanto dalla capacità di far
rispettare le regole, ma soprattutto dalla capacità di applicarle
senza perdere di vista le persone.

Perché prima dei debiti, delle rette e della burocrazia vengono i
bambini. Sempre.

—–

Di seguito un comunicato diffuso da Maria Lucia Simeone, assessora all’Istruzione del Comune di Taranto:

L’esclusione dal servizio mensa di una piccola alunna, notizia diffusa in questi giorni, è un episodio spiacevole sul quale stiamo effettuando i dovuti approfondimenti.
Va detto preliminarmente che, da una prima ricognizione, abbiamo verificato che alla bambina non è stato sottratto il pasto davanti ai suoi compagni, al momento del pranzo: il referente scolastico della mensa aveva già avvisato la sua famiglia, poiché vi era una morosità consolidata, in modo tale che potesse essere prelevata prima della pausa, come è accaduto.
Ci riserviamo di ricostruire con maggior dettaglio la dinamica della vicenda che ha coinvolto direttamente la bambina, per assicurarci che ne sia stata preservata la serenità. Vi è un aspetto di natura amministrativa, tuttavia, e riguardante la sua famiglia, che offre già elementi per riportare la narrazione della vicenda in un territorio di maggior chiarezza.
La direzione Pubblica Istruzione, infatti, lo scorso 15 aprile aveva comunicato per la prima volta alla famiglia l’esistenza di una morosità. Tale condizione, peraltro, era quotidianamente visibile ai genitori attraverso la piattaforma di prenotazione dei pasti, che hanno usato fino alla fine dello scorso anno scolastico e ripreso a usare con la riattivazione del servizio a ottobre, ma senza saldare mai il debito pregresso.
La bambina, quindi, ha usufruito del servizio mensa gratuitamente per diversi mesi. La sua famiglia, intanto, ha accumulato un debito di 38 euro, superando la soglia prevista dal regolamento che è fissata a 30 euro.
A queste condizioni è evidente come il servizio (che è pubblico, a domanda individuale e, di conseguenza, legato alla compartecipazione ai costi da parte degli utenti) potesse essere sospeso dalla scuola di appartenenza fino al ripianamento del debito. Una possibilità che non è “ordinaria burocrazia”, ma rispetto nei confronti della stragrande maggioranza delle famiglie tarantine che assolve regolarmente al pagamento delle rette.


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