In chiusura della manifestazione celebrativa dell’inizio di anno scolastico che si è svolta ad Amatrice ha tenuto il suo discorso il presidente della Repubblica.
Sergio Mattarella ha detto fra l’altro “la scuola deve includere, la scuola è di tutti”. L’espressione del volto, la scansione di quelle parole.
Alla vigilia di provvedimenti che il governo vuole prendere: classi con un numero massimo di studenti stranieri, divieto di burqa in classe.
Iniziamo da questo ultimo annuncio: il burqa è vietato da soli 51 anni, come tutte le altre forme di travisamento del viso nelle occasioni in cui questo non sia strettamente previsto. Legge Reale, appunto del 1975.
In quanto alle classi con quote di stranieri: era come se Mattarella volesse dire alla presidente del Consiglio, non farlo. La scuola deve includere. È di tutti. Senza condizioni.
Questo perché, se una maggiore distribuzione fra le classi di bambini e ragazzi di varie provenienze può favorire l’integrazione, inevitabilmente ci sono zone d’Italia in cui le quote potrebbero non essere rispettate. Ma soprattutto è i concetto, per ora poco convincente, delle quote: ora appare non in senso di integrazione.
“La scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati. La scuola prepara tutti – “è aperta a tutti”: così dispone l’articolo 34 della Costituzione”, è parte del discorso tenuto dal presidente della Repubblica.






