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Lupo di Noicattaro, sfuggito alla cattura: “Ispra precisa che non ha autorizzato l’abbattimento poiché la Regione Puglia non lo ha mai chiesto” Un'associazione critica la decisione dell'ente

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Di seguito un comunicato diffuso dall’associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali:

Regione Puglia, con decreto 14 agosto 2026 del presidente Antonio Decaro, ha autorizzato il prelievo e la cattura del lupo di Noicattaro. Ricordiamo che gli attacchi sono stati finora tre (un bambino il 21 luglio di cui nessuno ha parlato, due bambini il 4 agosto e una bambina il 15 agosto), di cui due gravemente. Tutti sono stati fortunatamente salvati dall’intervento di soccorritori. Un lupo che per tutte le volte in 25 giorni ha tentato di predare e divorare dei bambini, addirittura in parchi giochi nel centro urbano del comune in presenza di molte persone, scegliendoli accuratamente tra gli altri presenti in base al peso, e quindi all’età, per poterli portare via sollevandoli o trascinandoli. Nonostante questa terribile lista – che potrebbe aumentare in ogni momento, anche con esiti letali, poiché l’animale è libero e viene continuamente segnalato e addirittura filmato dai cittadini – come mai Regione Puglia decide solo la cattura e non anche l’abbattimento come previsto dall’art. 16 della Direttiva Habitat?

Di norma l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) in tali gravissimi casi autorizza la rimozione, che include sia la cattura che l’abbattimento. Da notare che il caso di Noicattaro è stato classificato da ISPRA addirittura nella categoria 19, livello di criticità 5, ossia il massimo! del Protocollo sperimentale per i lupi urbani e confidenti. Forse ISPRA non ha concesso la possibilità dell’abbattimento? Nient’affatto, ecco la risposta scritta alla nostra specifica domanda: ISPRA ha espresso parere favorevole alla rimozione, la regione ha chiesto parere sulla cattura e captivazione permanente, e ISPRA ha valutato che questa opzione è accettabile. Quindi ISPRA non si è espressa sull’abbattimento perché non c’è stato chiesto.

Da notare che da decenni l’art. 16 della Direttiva Habitat, firmata anche dall’Italia (che conta ormai da 6.000 a 10.000 lupi stimati, maggiore popolazione d’Europa), consente in deroga, sentito ISPRA, l’abbattimento da parte di personale autorizzato dei lupi che causino troppi danni alla fauna, di quelli che continuano a predare il bestiame nonostante l’adozione da parte dei pastori di reti elettrificate, adeguati cani da protezione e presenza sul posto di pastori e soprattutto nel caso di lupi problematici/confidenti, in particolare nei casi di attacchi a esseri umani. Tale deroga consente agli altri stati europei aderenti di abbattere legalmente ogni anno centinaia di lupi. Relativamente al lupo di Noicattaro, lo zoologo Rocco Sorino, professore a contratto dell’Università di Bari ed esperto di lupi, ha dichiarato: “Secondo l’approccio gerarchico delle linee di intervento dettate dal Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione di lupi urbani confidenti di ISPRA, l’esemplare che ha già commesso più aggressioni è valutato pericoloso. il cui intervento, anche con arma da fuoco, dovrebbe portare alla sua rimozione, vissuto anche il suo comportamento molto confidente e recidivo“.

Ma Regione Puglia permette, e richiede, solo la cattura, a discapito dei cittadini sovrastati da un concreto e continuo rischio di attacchi. Si spera che cada in trappola grazie all’apposita Task Force, che a dire il vero finora non ha prodotto risultati, oppure di colpirlo fortunosamente con un fucile spara siringhe narcotiche che ha una gittata di massimo 30 metri. Si suppone stia lì ad aspettare, dimenticandosi quanto i lupi siano intelligenti, scaltri e difficili da catturare? A parere di Rocco Sorino: “Per catturare un lupo c’è bisogno di tempi lunghi e tecnica chirurgica”. In questi casi gravissimi è più veloce l’abbattimento legale con un fucile, ovviamente con tutte le cautele, che colpisce a centinaia di metri di distanza. Si fa così in tutta Europa e anzi nel mondo, in simili e pericolosi casi di tutela della pubblica incolumità. La lupa di Vasto, con 15 attacchi e feriti durante i mesi, fu catturata solo dopo un anno; il lupo di Casalbordino attaccò in due casi una bambina e un uomo ferendoli e si cerca di catturarlo fin dall’agosto 2024; il lupo di Arrone ferì e tentò di predare una bambina ad Arrone nel luglio 2026, ma finora nessuno è riuscito a catturarlo. Per quanto tempo si vuole fare aspettare la gente a Noicattaro, tra rischi per i bambini e disagi? Come reagirà la gente? Il sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato nella sua ordinanza dell’8 agosto ha giustamente dichiarato: “Evidenziato che tale presenza provoca panico nella cittadinanza e potrebbe, in mancanza di provvedimenti assunti delle Autorità competenti, suscitare reazioni ed iniziative illegali ed incontrollabili da parte di privati cittadini”.

Per meglio capire la situazione, Piero Genovesi, responsabile del Settore Fauna di ISPRA, ha dichiarato: “La Regione Puglia ha già avuto l’autorizzazione all’abbattimento fino a 12 lupi in un anno nei casi previsti (come questo NdA)”. Ma la decisione finale, pur basandosi sui dati, deve anche tenere conto delle richieste delle comunità, delle percezioni sociali, e del quadro normativo. Quindi non può che essere che in capo agli amministratori, ai politici”. A prescindere dalle farneticazioni e pressioni animaliste pro lupo a tutti i costi, lo sa il presidente di Regione Puglia che questo lupo, o eventuali altri nella zona, ogni giorno potrebbero attaccare e persino uccidere e divorare dei bambini, come tanto frequentemente si verificava anche in Italia fino al XIX secolo? In quel caso la responsabilità sarebbe sua.

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Non concordiamo con questa posizione. Che è tuttavia legittima e il diritto-dovere di cronaca è di fare esprimere tutti.



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