Fra le regioni d’Italia oggi in allerta per temporali c’è la Puglia (immagine tratta da schema diffuso dal dipartimento della protezione civile, licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale).
Il dipartimento della protezione civile ha emesso per la Puglia ha emesso per la Puglia l’allerta con validità dalle 12 per otto ore. Si prevedono “precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale sulla Puglia, con quantitativi cumulati moderati.”
Ondate di calore: città campione, oggi nessuna in codice rosso né arancione, quest’ultimo livello di allerta riguarderà le sole Rieti e Roma domani. Per il resto tutte fra allerta gialla (fra cui Bari oggi e domani) o verde, stando al bollettino del ministero della Salute.
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Di seguito un comunicato diffuso da Tempo Italia:
Chi guarda il cielo in questi giorni se n’è accorto: qualcosa si sta muovendo. ma noi del TempoItalia.it abbiamo svolto la nostra analisi. Non è ancora il cambio di stagione, per carità, ma la seconda parte della settimana porterà sull’Italia una fase di instabilità organizzata che merita di essere raccontata nel dettaglio. Per farlo ci siamo appoggiati esclusivamente al modello matematico ICON del DWD, il servizio meteorologico tedesco, seguendone passo passo le uscite più recenti. Un modello che, va detto, sui contrasti convettivi in area alpina e padana se la cava piuttosto bene.
Non una perturbazione, ma un sistema d’aria instabile atlantico ben organizzato

Il flusso atlantico entra a contatto con un’aria che negli ultimi giorni si è caricata di umidità e di energia. Da lì nasce il carburante. E quando il carburante è abbondante, i fenomeni tendono a essere brevi ma cattivi, concentrati, con rovesci che scaricano in poco tempo quello che in condizioni normali cadrebbe in mezza giornata. Queste sembrano essere le nuove forme di rottura estiva d’agosto, perché il cambiamento avviene in un ambiente atmosferico tropicale.
Giovedì 20 agosto, il primo affondo sul Nord-Ovest
L’avvio è previsto tra la notte e le prime ore di giovedì 20 agosto. Il modello matematico tedesco colloca i primi nuclei temporaleschi sulle Alpi occidentali e di confine, sull’alto Piemonte, sulla fascia prealpina della Lombardia e più a est verso l’Alto Adige. Nella stessa fase risultano coinvolti anche il settore ligure di ponente e l’entroterra, con fenomeni che dal mare risalgono verso i rilievi.
Poi la giornata entra nel vivo con l’attività convettiva si estende progressivamente a tutto il Nord-Ovest, interessando le pianure di Piemonte e Lombardia, la Liguria – dove la vicinanza del mare caldo fa spesso la differenza – e il Mar Ligure, con propaggini verso la Corsica e il mare a occidente della Sardegna. In serata l’instabilità si allarga anche al Triveneto e al Friuli Venezia Giulia. Chi si trova tra Torino, Milano e Genova avrà la sensazione netta di un’aria diversa, più mobile, con l’orizzonte che si fa scuro nel giro di poco, ed ecco che scoppiano temporali a catena.
Venerdì 21 agosto, il giorno più delicato
È venerdì 21 agosto la giornata su cui il modello matematico insiste di più. L’asse dei fenomeni si distende dalle Alpi occidentali fino al Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo in pieno Piemonte, Lombardia, Veneto, il settore occidentale dell’Emilia-Romagna e la Liguria. Ma la novità vera è la discesa verso sud: l’instabilità atmosferica raggiunge la Toscana settentrionale, l’Appennino tosco-emiliano e si spinge sul Mar Tirreno fino alla Sardegna e alla Corsica.
Qui entra in gioco il concetto di temporale autorigenerante, che vale la pena spiegare in due parole: si verifica quando le nuove celle si formano ripetutamente sopra la stessa area, alimentate dallo stesso flusso in ingresso, per cui la pioggia insiste per ore su una porzione ristretta di territorio. Non è un fenomeno raro sul Nord Italia a fine estate, e il modello matematico ne suggerisce la possibilità proprio tra giovedì e venerdì. Le zone tra Bologna e Firenze rientrano nel quadro, sia pure in seconda battuta.
Sabato 22 agosto, l’asse temporalesco ruota verso l’Adriatico
Nel corso di sabato 22 agosto la configurazione trasla e cambia inclinazione. I fenomeni si concentrano sul versante adriatico: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, quindi Marche, Abruzzo e Molise, con l’Appennino centrale a fare da innesco privilegiato. Non restano fuori le aree interne di Campania e Basilicata, mentre più a sud compaiono nuclei convettivi – ovvero temporali – tra la Calabria tirrenica e la Sicilia nord-orientale. La città di Ancona si trova in una posizione tipicamente esposta in questi casi, con le celle che scendono lungo la dorsale e poi raggiungono la costa.
Grandine, nubifragi e terreni riarsi
Precipitazioni di questo tipo, generate da moti verticali intensi, portano con sé alcuni rischi accessori. Localmente, e solo occasionalmente, si potrebbero verificare grandinate, anche con chicchi di medie dimensioni: dipende dalla vigoria delle correnti ascensionali all’interno della singola cella temporalesca, non da un valore medio calcolato su una regione intera.
Non si può escludere, in alcune aree, la formazione di veri e propri nubifragi. E qui va aggiunta una considerazione che con la meteorologia c’entra soltanto in parte. Il terreno, in buona parte del Paese, è riarso dal sole ormai da mesi: una superficie compattata e disidratata assorbe molto peggio di un suolo umido, e l’acqua tende a scorrere in superficie anziché infiltrarsi. Il risultato può essere un allagamento improvviso anche laddove la pioggia, in altre condizioni, non avrebbe creato problemi. Su questo, però, sia chiaro: noi possiamo soltanto fornire una previsione. Tutto il resto – valutazione dei rischi, allerte, misure di prevenzione – compete agli enti preposti, e in questi giorni conviene tenere d’occhio i bollettini ufficiali della Protezione Civile e le allerte meteo diramate a livello regionale.
Il calo termico segue i temporali, non li precede
Un punto spesso frainteso. Il calo della temperatura non arriverà in modo uniforme su tutta l’Italia: si concentrerà nelle aree effettivamente raggiunte dalle precipitazioni, e in gran parte proprio in coincidenza con il passaggio dei temporali. È la fisica dei sistemi convettivi a imporlo: l’aria fredda che scende dalle correnti discendenti raggiunge il suolo e abbatte i valori di temperatura in pochi minuti, mentre a poche decine di chilometri di distanza si continua a boccheggiare. Chi resta ai margini del sistema, insomma, il refrigerio lo vedrà poco o niente. Ne abbiamo parlato anche affrontando le stime sul calo termico atteso e la natura dei temporali marittimi mediterranei, che in questa stagione trovano un mare particolarmente disponibile.
Dopo l’onda temporalesca, l’aria fredda scivola verso le Baleari
Ed eccoci all’evoluzione successiva, quella che il modello disegna per domenica 23 agosto. Esaurita l’ondata temporalesca, l’Italia esce sostanzialmente di scena: l’attività precipitativa si sposta molto più a ovest, con una discesa di aria fredda verso le Baleari e il settore orientale della Spagna.
Questo affondo occidentale ha una conseguenza diretta dalle nostre parti. Ruotando le correnti, spinge masse d’aria molto calda verso le regioni centrali e meridionali, con la Sicilia e il Sud Italia in prima fila, a Palermo come nelle aree interne, la Puglia. Anche il Nord Italia verrà coinvolto, ma solo parzialmente e senza gli eccessi visti nelle scorse settimane. Per il Nord Italia sarà una parentesi, comunque, più che un ritorno stabile dell’estate rovente: si resta in attesa di un nuovo cambiamento legato al transito di ulteriori sistemi temporaleschi.
Aggiorneremo il quadro man mano che il modello affinerà la traiettoria del sistema temporalesco che si prospetta molto complesso e insidioso.






