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Progetto di riconversione per l’ex Natuzzi di Ginosa: polo agroindustriale Presentato nei giorni scorsi

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Di seguito il comunicato:

Un progetto di riconversione industriale che punta a trasformare uno dei simboli della crisi produttiva del territorio in un’infrastruttura strategica per l’agroalimentare del Mezzogiorno. È la proposta presentata dalla MIIM Società Agricola S.r.l. nel corso della riunione del SEPAC (Comitato per il monitoraggio del Sistema Economico Produttivo e delle Aree di Crisi), svoltasi giovedì 9 luglio presso la Presidenza della Regione Puglia e presieduta dal dott. Leo Caroli, alla presenza della dirigente della Sezione Politiche per lo Sviluppo delle Aree Produttive e Industriali, Claudia Claudi.

La società, rappresentata dal legale rappresentante Giuseppe Trovisi e assistita dall’avv. Pasquale Leogrande dello studio legale LeLEX STA di Bari, ha illustrato il proprio piano per l’acquisizione e la riqualificazione dell’ex stabilimento Natuzzi di Ginosa, proponendo una riconversione produttiva interamente orientata alla valorizzazione della principale vocazione economica dell’Arco Ionico: l’agricoltura.

L’intervento prevede la realizzazione di un moderno polo agroindustriale dedicato alla raccolta, conservazione, lavorazione, confezionamento e commercializzazione delle produzioni ortofrutticole, con particolare attenzione all’uva da tavola di qualità. Il nuovo hub sarà dotato di sistemi avanzati per la logistica integrata, la catena del freddo, la tracciabilità digitale delle produzioni e l’efficientamento energetico, con l’obiettivo di offrire alle imprese agricole del territorio una piattaforma tecnologicamente evoluta in grado di rafforzare la competitività dell’intera filiera.

Accanto all’investimento industriale, il progetto attribuisce un ruolo centrale all’impatto sociale e occupazionale. La proposta prevede infatti l’impiego di circa 100 lavoratori nella fase iniziale, con una crescita progressiva fino a 500 lavoratori stagionali a pieno regime, privilegiando, nelle procedure di selezione, gli ex dipendenti Natuzzi che manifesteranno interesse ad aderire al nuovo percorso produttivo. Contestualmente saranno attivati specifici programmi di formazione e riqualificazione professionale per accompagnare la transizione verso le nuove attività agroindustriali.

L’iniziativa nasce anche con l’obiettivo di offrire nuove opportunità occupazionali direttamente nell’area di Ginosa, Castellaneta e dei comuni limitrofi, contribuendo a ridurre la necessità di lunghi spostamenti verso altri poli industriali e consentendo a molti lavoratori, in particolare donne e giovani, di trovare un impiego qualificato a breve distanza dal proprio luogo di residenza. Un elemento che punta a migliorare la qualità della vita delle famiglie e a rafforzare la permanenza delle competenze sul territorio.

La riconversione dell’ex sito Natuzzi si inserisce inoltre in una più ampia strategia di sviluppo territoriale, finalizzata a creare valore aggiunto lungo l’intera filiera agroalimentare, sostenere la competitività delle imprese agricole locali e contrastare i fenomeni di spopolamento che interessano molte aree dell’Arco Ionico. L’obiettivo è trasformare un complesso produttivo inattivo da anni in un’infrastruttura capace di generare occupazione, innovazione e crescita economica, mettendo a sistema una delle principali eccellenze produttive del territorio.

Con la presentazione odierna, la proposta della MIIM entra ufficialmente nel percorso di valutazione istituzionale. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dalle determinazioni del Gruppo Natuzzi, chiamato a valutare il progetto di acquisizione e il piano di rilancio industriale dello stabilimento di Ginosa.



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