Oggi nel policlinico di Bari l’esame dei vetrini istologici dell’autopsia riguardanti madre e figlia di Pietracatella. Morte avvelenate nel periodo di Natale. La dottoressa molisana incaricata dell’autopsia ha chiesto e ottenuto trenta giorni di proroga per comunicare le conclusioni, data la complessità del caso.
La procura di Campobasso ha aperto un’inchiesta per ipotesi di duplice omicidio, cosa che lascia escludere una valutazione di accadimento accidentale per quanto letale. Secondo ipotesi, la ricìna, proteina tossica che praticamente non lascia scampo ed è ricavata dal rìcino, sarebbe stata assunta dalle due donne più di una volta. Ma chi ne sarebbe stato responsabile?
Oggi è anche il giorno della verifica del telefono della figlia e sorella delle donne decedute. La ragazza non è indagata né lo è il padre, indagati sono i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Campobasso i quali, peraltro, stando alle valutazioni, hanno fatto di tutto per salvare due donne ma non potevano in realtà fare nulla contro quella proteina assunta.
È considerato difficile che l’assunzione della ricina fosse stata accidentale.






