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Chiusa la vertenza Network Contact: “evitati i licenziamenti” Regione Puglia, la soddisfazione dell'assessore Di Sciascio che per Natuzziha illustrato ai sindacati le linee guida di rilancio

vertenza Network Contact (1)

Di seguito alcuni comunicati diffusi dalla Regione Puglia:

Si è concluso con esito positivo il tavolo convocato oggi dalla Regione Puglia per la vertenza Network Contact, relativo alla commessa BNL sulle sedi di Bari e della provincia BAT. È stata siglata difatti l’intesa a tutela dei 69 lavoratori in esubero. Al confronto hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, il Comitato Sepac, presieduta da Leo Caroli, Arpal Puglia, i vertici aziendali, la struttura regionale Lavoro e Sviluppo economico e le organizzazioni sindacali.

La vertenza aveva preso avvio nel novembre 2025, a seguito della comunicazione di un esubero di 69 lavoratrici e lavoratori nell’ambito di un cambio di appalto sulla commessa Paribas BNL, che aveva interessato complessivamente oltre 3.200 lavoratori in Italia. Rimaneva aperta la procedura di licenziamento, conclusa oggi con esuberi zero, con 55 lavoratori transitati mentre per gli altri 14 sarà messo a disposizione un incentivo all’esodo.

Grazie al lavoro di mediazione svolto dal Sepac e da Arpal Puglia, già a partire dal primo incontro di gennaio e proseguito oggi, è stato possibile ridurre sensibilmente l’impatto occupazionale della procedura: 55 lavoratori sono stati ricollocati presso un’azienda subentrante e alle condizioni contrattuali e inquadramento precedente. Mentre, per 14 unità rimaste in esubero, è stata individuata una soluzione concordata. In particolare, su richiesta delle organizzazioni sindacali, l’azienda ha dato disponibilità a riconoscere una congrua indennità a titolo di incentivazione all’esodo. La proposta ha già registrato l’adesione immediata di una parte dei lavoratori interessati.

Per le posizioni ancora sospese, legate a specifiche situazioni individuali, è stato condiviso un percorso che consente ai lavoratori di esprimere le proprie scelte nei tempi stabiliti, garantendo tutele e accompagnamento nel rispetto degli impegni assunti al tavolo, ovvero dopo l’astensione obbligatoria dal lavoro.

“Siamo molto soddisfatti per questo risultato e per il lavoro di tutte le parti coinvolte – sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio -, come dell’azienda. L’intesa raggiunta rappresenta l’esito di un confronto responsabile e costruttivo tra tutte le parti coinvolte e conferma il ruolo del sistema regionale nel governare le crisi occupazionali, riducendo l’impatto sociale e tutelando, per quanto possibile, i livelli occupazionali. Ringrazio il presidente del Sepac Caroli e tutta la struttura tecnica regionale competente in materia di lavoro e imprese e Arpal Puglia.  Il Sepac e Arpal Puglia continueranno a monitorare l’attuazione degli impegni assunti, assicurando il supporto necessario ai lavoratori coinvolti e alle parti sociali”.

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“L’incontro di oggi ha confermato tutta la sua utilità, almeno per noi della Regione Puglia, soprattutto per il confronto responsabile, serio e propositivo con le organizzazioni sindacali, auspicando che la stessa condivisione ci sia nel prossimo incontro tra azienda e sindacati del 2 febbraio. La priorità pienamente condivisa è la difesa dell’occupazione, possibile con un valido piano di riqualificazione e rilancio dell’azienda”. Così l’assessore allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascio , nel corso del tavolo convocato dalla task force Occupazione con i sindacati, per illustrare le proposte avanzate da Regione Puglia a Natuzzi-. Ci ha colpito in particolare – ha proseguito – la consapevolezza emersa in tutti gli interventi odierni, che facciamo pienamente nostra come Regione, riguardante la necessità di aggiornare le linee guida proposte da Natuzzi”.

“I sindacati – ha sottolineato il presidente della task force Occupazione, Leo Caroli – hanno manifestato la volontà di riprendere subito il confronto diretto con l’azienda per il ripristino delle corrette ed esaustive relazioni industriali. In tale ambito le linee guida desiderate e sottoposte dalla Regione alla valutazione di Natuzzi sono state apprezzate dai sindacati, auspicando che le faccia proprie. Ci sarà ancora discutere nel merito e vogliamo lo si faccia fino in fondo”.

Di Sciascio Caroli incontro NatuzziNel corso del tavolo regionale dedicato alla vertenza Natuzzi, la Regione Puglia ha illustrato alle organizzazioni sindacali un pacchetto articolato di proposte finalizzate a coniugare il rilancio industriale con la salvaguardia dei livelli occupazionali, indicando una strada alternativa a soluzioni traumatiche per i lavoratori e per il territorio.

L’impostazione, condivisa dall’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, dal Dipartimento al ramo e illustrata dal presidente della Task force regionale Leo Caroli, si fonda su punti chiave, che delineano una strategia di breve e medio periodo, e sui quali l’azienda si è impegnata a fare proprio approfondimenti e valutazioni utili alla definizione delle nuove linee guida del progetto:

1. Piano di rilancio industriale e non di semplice risanamento

La Regione ha chiarito che eventuali interventi pubblici possono accompagnare solo un vero piano di rilancio produttivo, basato su investimenti che innovino processi e prodotti. Non sono ritenuti sufficienti interventi limitati alla razionalizzazione della rete commerciale o alle sole attività indirette.

 

2. Investimenti produttivi in rete con le PMI

Elemento vincolante della proposta regionale è che gli investimenti non siano realizzati in modo isolato, ma coinvolgano una o più piccole e medie imprese del territorio, rafforzando l’intera filiera e garantendo una maggiore sostenibilità industriale e occupazionale nel tempo. Nessuna revoca della politica di reshoring attraverso la realizzazione delle condizioni per il contenimento dei costi di trasformazione.  L’auspicio è che ci sia nel piano industriale il ricorso ai benefici dell’art. 4 ter del dl n. 18 del 2024, in quanto Natuzzi è azienda con più di 1000 dipendenti e detiene un valore strategico oggettivo nel sistema economico e produttivo della Puglia e dell’Italia.

Parallelamente le nuove linee guida dovranno considerare un incisivo Piano di riorganizzazione del lavoro alternativo alla annunciata chiusura dei due capannoni.

3. Salvaguardia occupazionale come condizione imprescindibile

La Regione ha ribadito che, al termine del percorso di investimento, il saldo occupazionale dovrà essere almeno pari a quello iniziale con un aumento di una unità. Si auspica che l’azienda continui nel merito e valuti ipotesi di ricorrere a un contratto di sviluppo gestito dal Mimit che pene differenti vincoli.

4. Formazione e riqualificazione mirate ai reali fabbisogni aziendali

È stato assunto l’impegno a valutare l’ipotesi di una nuova misura regionale rivolta a tutte le aziende in crisi e non per la formazione “on the job”, costruita sui bisogni concreti dell’innovazione industriale e superando cataloghi formativi non più adeguati. In parallelo è di imminente pubblicazione la misura di formazione per lavoratori in cassa integrazione, che consente percorsi di riqualificazione anche fuori dall’azienda, fino a un massimo di 400 ore individuali con indennità di frequenza.

5. Politiche attive e strumenti di transizione occupazionale

Accanto a eventuali incentivi all’esodo, in esito all’auspicato ripreso confronto tra azienda e sindacati, la Regione si è impegnata a realizzare un progetto di politiche attive insieme all’Arpal Puglia per l’attivazione di mirate misure di outplacement per la ricollocazione su base volontaria dei lavoratori Natuzzi. Un progetto che un è un vero e proprio “Patto di transizione occupazionale”.

6. Distretto del mobile imbottito dell’Alta Murgia

Favorire l’aggregazione di impresa, la costituzione di rete delle PMI e rendere più competitivo il settore, raccogliendo i bisogni e indirizzando mirate politiche regionali industriali


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