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Vertenza Vestas: critiche al sindaco di Taranto da alcuni sindacati e da un partito Dopo il confronto fra Bitetti e management aziendale

Uffici vestas

Non abbiamo pubblicato la nota del sindaco di Taranto non avendone ricevuta comunicazione.

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Di seguito un comunicato congiunto di Fiom-Cgil e Uilm-Uil:

Le segreterie provinciali di Fiom-Cgil e Uilm esprimono forte sorpresa e netto dissenso rispetto a quanto dichiarato dal sindaco di Taranto in merito alla vertenza Vestas Italia e al futuro della sede tarantina.

Apprendiamo infatti dalla nota diffusa dal primo cittadino che, sulla base delle informazioni ricevute dal management Vestas nell’incontro tenutosi venerdì a Palazzo di Città, “non ci sarebbe alcuna volontà da parte dell’azienda di andare via da Taranto” e che non vi sarebbe “alcuna fuga, ma solo una questione che riguarda alcuni trasferimenti di personale in altro sito”, con l’impegno dell’azienda a un “percorso condiviso di distensione e serenità”.

Riteniamo doveroso chiarire pubblicamente che la realtà dei fatti è ben diversa.

Da 11 giorni i lavoratori sono in sciopero ad oltranza perché l’azienda ha avviato una procedura di trasferimento collettivo che comporta la chiusura del sito di Taranto e lo spostamento dell’intera struttura in provincia di Melfi a partire dal 1° marzo.

Non si tratta dunque di “alcuni trasferimenti”, ma di una decisione che svuota completamente il presidio tarantino.

Proprio questa scelta unilaterale è la ragione per cui la mobilitazione prosegue: Vestas non ha accettato di sospendere la procedura, nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, impedendo così un confronto vero e di merito su tutti i temi aperti.

Parliamo di lavoratrici e lavoratori che verrebbero spostati a circa 200 km di distanza, con pesanti ricadute sociali, economiche e produttive per il territorio, oltre che per l’intero indotto che ruota attorno alle attività di Vestas Italia.

Alla luce di questi elementi, riteniamo infondata e fuorviante l’idea di un “percorso di distensione e serenità”: ad oggi non esiste alcuna distensione, perché l’azienda – nonostante i solleciti – non ha sospeso la procedura e continua a lasciare i lavoratori in sciopero ad oltranza, avendo scelto di proseguire senza alcuna apertura concreta.

Fiom-Cgil e Uilm ribadiscono che la vertenza è aperta, che la mobilitazione continuerà finché non verrà ritirata la procedura  di  trasferimento e che la città merita informazioni aderenti alla realtà dei fatti, nel rispetto dei lavoratori e del futuro industriale del territorio che continua a perdere pezzi storici di industria sana che dovrebbe continuare a investire visti gli ingenti profitti maturati grazie ai dipendenti, generando  progresso e benessere nella comunità che la ospita .

La situazione dei lavoratori di Vestas Italia, infatti,al pari di quelli di tante realtà che nel tempo hanno disinvestito da Taranto,  meriterebbe la fattiva collaborazione e solidarietà dell’intera comunità locale e non dichiarazioni stampa molto approssimative sopratutto nei confronti di persone che sono in strada notte e giorno lasciate sole rispetto alle volontà della multinazionale di turno.

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Di seguito un comunicato diffuso da Rifondazione Comunista:

In risposta alle dichiarazioni del Sindaco di Taranto, Piero Bitetti, circa il trasferimento del magazzino di Vestas Italia, è necessario chiarire alcuni punti.

Il Sindaco ha affermato che “non c’è alcuna volontà da parte di Vestas di andare via da Taranto” e che si tratta esclusivamente del trasferimento di soli 16 lavoratori. Questa versione dei fatti non rispecchia quanto sta accadendo.

Non si tratta, infatti, di un semplice spostamento di “pochi” lavoratori, ma della chiusura definitiva del magazzino di Taranto, con il conseguente trasferimento a Melfi. A doversi trasferire non saranno solo 16 persone, ma ben 32 lavoratrici e lavoratori più quelli dei servizi in appalto, che si trovano, difatti, davanti ad un licenziamento mascherato.

Come Rifondazione Comunista non possiamo accettare che il Sindaco minimizzi la portata di una decisione che avrà ripercussioni dirette sulla vita di tante famiglie del territorio jonico, in un contesto già di grave crisi per le molte vertenze aperte (ex Ilva, Cittadella della Carità, Hiab, Call Center dell’appalto Enel, Isola Verde).

Invitiamo il Sindaco Bitetti ad informarsi meglio, recandosi dai lavoratori che da 11 giorni sono in sciopero ad oltranza e che hanno occupato il magazzino Vestas, e ai quali va tutta la nostra solidarietà per la loro lotta. Chiediamo alle istituzioni un serio impegno in difesa dei posti di lavoro.


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