Di Nino Sangerardi:
“Il sistema imprenditoriale pugliese avvia il 2026 con un segnale moderatamente positivo. Nel primo trimestre dell’anno, il saldo tra iscrizioni e cessazioni si attesta a +266 imprese, per un tasso di crescita del +0,07%, in linea con la dinamica del Mezzogiorno e leggermente superiore alla media nazionale (+0,01%)”.
E’ quanto comunica Unioncamere Puglia la cui presidente, Luciana Di Bisceglie, dichiara : “Il dato conferma anche in Puglia una tendenza ormai strutturale: le imprese crescono quando sono più organizzate, capitalizzate e orientate ai servizi. Il dato regionale conferma un quadro di stabilità complessiva, sostenuto da una frenata delle chiusure più che da una spinta delle nuove aperture”.
A trainare la crescita sono ancora una volta le società di capitali, che in Puglia registrano un aumento dell’1,12%, a fronte dello 0,80 nazionale, confermandosi il motore della trasformazione del tessuto imprenditoriale verso modelli più strutturati.
Continuano invece a ridursi le forme tradizionali: società di persone -0,34%, ditte individuali -0,39%, altre forme -0,19%.
Brindisi e Bari guidano una timida crescita. L’analisi territoriale mostra un quadro differenziato: Brindisi registra la performance migliore con +0,31% (saldo +121 imprese), Bari segue con +0,12% (+171 imprese), Lecce si mantiene in territorio positivo con +0,08% (+63 imprese), Foggia chiude leggermente in calo (-0,07%, saldo -49), Taranto segna una flessione (-0,08%, saldo -40).
“Restano segnali di fragilità–rileva la presidente Di Bisceglie– in alcune aree e nei segmenti più tradizionali del tessuto produttivo. È su questi fronti che occorre rafforzare le politiche di accompagnamento e innovazione, per sostenere la competitività e favorire una crescita più equilibrata su tutto il territorio regionale”.






