La cerimonia di apertura del Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 ha dato ancora una volta una prova. Se c’è un italiano in grado di tenere tutti insieme è Sergio Mattarella, presidente della Repubblica. Ogni inquadratura, l’ingresso nello stadio, la lettura della formula inaugurale (immagini tratte dal profilo della presidenza della Repubblica) giù applausi scroscianti dal pubblico dello stadio “Erasmo Iacovone”. Idealmente rappresentante dei milioni di telespettatori italiani. Ormai usuale, da anni e sempre con affetto immutato se non accresciuto, in ogni angolo di Italia, questo tipo di tributo per il capo dello Stato. La bandiera, l’inno nazionale, sempre amatissimi a loro volta.
L’applausometro, riferendosi al pubblico dello stadio, ieri ha meritatamente fatto schizzare in alto Massimo Ferrarese, protagonista con i suoi collaboratori della gestione commissariale, di un’opera perfino insperata e oggi Taranto ha un’impiantistica sportiva fra le migliori d’Italia.
E gli atleti: nella sfilata di apertura la rappresentativa italiana è stata salutata con molto calore dal pubblico dello “Iacovone”, i veri protagonisti del resto sono loro, i Giochi del Mediterraneo sono un appuntamento sportivo fra i più importanti nel mondo e su questo bisogna concentrarsi fino al 3 settembre. Ma con gli atleti torniamo a Mattarella: i due portabandiera sono andati in tribuna a salutare il presidente della Repubblica e si è udito nitidamente “lei porta fortuna”.
In quanto alla presidente del Consiglio fischiata: purtroppo in queste ore è subentrata la solita tifoseria, dell’una e dell’altra parte. C’è addirittura chi nega che sia successo. C’è chi al contrario lo vede come una condanna delle iniziative del governo. Più semplicemente, con i problemi che ha Taranto, è stata fischiata chi è al governo. Sarebbe successo anche ad altri? Non c’è la controprova. Ma due settimane di Giochi non cancellano, inevitabilmente, le preoccupazioni, i problemi, le sofferenze della città. E la massima responsabile politica del momento, ieri, era lì.






