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Migranti: “donare senza farlo passare come un atto eroico” Pensiero del vicario foraneo di Martina Franca. A Taranto convegno con l'ex ministro Cécile Kyenge

luigi di giorgio

20150420_184831_resizedA Taranto, convegno con l’ex ministro Cécile Kyenge. Trattata, in maniera, particolare, la questione delle migrazioni e dei migranti. In apertura della manifrestazione, un minuto di silenzio in memoria delle vittime del naufragio nel canale di Sicilia e di tutti i migranti morti in questa strage continua.

 

luigi di giorgioDi seguito una dichiarazione di don Luigi Di Giorgio, vicario foraneo di Martina Franca:

Provo sempre un certo pudore ogni qualvolta si parla di esseri umani in difficoltà; una punta di nostalgia nel ricordare le origini della nostra società basata sul mutuo soccorso, dell’insegnamento dei nostri nonni e dei nostri genitori, i quali hanno condiviso molto dei loro beni, dalla punta di prezzemolo donata al vicino di casa, al tempo trascorso accanto a un ammalato in fin di vita. Che bello quando ci insegnavano a noi, cittadini di questa realtà fondata sui veri valori cristiani e sociali, le opere di misericordia corporali: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, visitare gli ammalati e i carcerati. Che bello era poter dire: “oggi ho fatto del bene e sto bene!”

 

Ecco, senza creare nessuna polemica (anche perché nelle nostre giornate non abbiamo quasi più il tempo per farci il segno della croce, pensa un po’ se possiamo permetterci il lusso di stare ore e ore a lamentarci), voglio solo ricordare a me stesso in primis, facendo mie le parole del personaggio biblico Giobbe: “gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente doniamo”, intendendo la possibilità di poter gratuitamente donare senza far pesare il gesto come atto eroico, ma semplicemente ricordando invece tutte quelle volte che giornalmente riceviamo senza che ce ne accorgiamo, o peggio ancora, pretendendolo di fatto.

 

L’8 dicembre prossimo inizierà il grande “Giubileo della Misericordia” indetto dall’amato Papa Francesco, una grande opportunità per riscoprire il senso autentico dell’appartenenza ad un unica grande famiglia, quella umana, senza distinzione di sesso, religione, etnia, colore; il mio augurio per oguno di noi è quello di riscoprirci protagonisti attivi di questo progetto d’amore e solidarietà che ha da sempre contraddistinto la nostra città di Martina Franca.




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