Di seguito il comunicato:
Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria esprime forte dissenso in merito alla Determinazione n. 55 del 19 febbraio 2026 della Sezione Transizione Energetica della Regione Puglia, che autorizza la costruzione e l’esercizio di un impianto eolico di rilevante dimensione nei territori di Erchie (Brindisi), Torre Santa Susanna (Brindisi), Manduria (Taranto) e Avetrana (Taranto).
Il provvedimento autorizza, ai sensi dell’art. 12 del D. Lgs. 387/2003, la realizzazione di un parco eolico costituito da 12 aerogeneratori per una potenza complessiva di 72 MW, oltre a un sistema di accumulo energetico da 40 MW e relative opere di connessione, prevedendo inoltre la dichiarazione di pubblica utilità e la possibilità di ricorrere a procedure espropriative per le aree interessate.
Pur riconoscendo l’importanza strategica dello sviluppo delle energie rinnovabili e della transizione energetica, il Consorzio sottolinea come interventi di tale portata debbano essere compatibili con la tutela dei territori agricoli di pregio e delle produzioni di qualità.
In particolare, desta forte preoccupazione l’impatto che un’infrastruttura di questa scala potrebbe avere su un’area ad altissima vocazione vitivinicola, incidendo sul paesaggio rurale, sull’identità del territorio e sulla percezione internazionale del Primitivo di Manduria. A ciò si aggiunge il tema delle possibili procedure espropriative, che rappresentano un elemento di ulteriore criticità per le aziende agricole coinvolte.
Il Primitivo di Manduria rappresenta un patrimonio identitario, economico e culturale di primaria importanza per la Puglia. L’introduzione di infrastrutture industriali di grandi dimensioni in questo contesto rischia di alterare in modo significativo un equilibrio costruito nel tempo tra produzione, territorio e riconoscibilità del brand.
“Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma riteniamo fondamentale che il loro sviluppo sia compatibile con la tutela dei territori a forte vocazione agricola e identitaria” – dichiara il Vice Presidente del Consorzio, Roberto Erario – “Un intervento di questa portata impone una riflessione seria e condivisa: il rischio concreto è quello di compromettere il valore di un sistema territoriale unico. Il territorio non può essere sacrificato in nome di uno sviluppo che non tenga conto delle sue specificità.”
Il Consorzio chiede pertanto un’immediata apertura di confronto con le istituzioni competenti, affinché si possa valutare in modo approfondito l’impatto complessivo del progetto e individuare soluzioni alternative realmente sostenibili.
La transizione energetica è una sfida fondamentale, ma non può avvenire a discapito delle eccellenze agricole e dei territori che rappresentano l’identità stessa della Puglia.






