Nel corso del 2025 il Centro Antiviolenza Renata Fonte ha registrato 174 richieste di aiuto, confermando la presenza di una domanda significativa di supporto e protezione sul territorio.
È quanto emerge dalla relazione annuale del centro, che rappresenta non solo un bilancio delle attività svolte ma anche una lettura socio-territoriale del fenomeno della violenza di genere.
Secondo l’analisi, il centro si conferma un punto di riferimento fondamentale per le donne che vivono situazioni di violenza e un osservatorio privilegiato sulle dinamiche sociali e relazionali del territorio.
Dei 174 accessi registrati nel 2025:
117 richieste sono arrivate spontaneamente
57 tramite invio dei servizi territoriali
Il dato evidenzia da un lato una crescente emersione del fenomeno della violenza di genere, favorita dalla maggiore visibilità dei centri antiviolenza, e dall’altro il consolidamento della rete territoriale dei servizi.
Resta tuttavia il problema della violenza sommersa, ossia di tutte quelle situazioni che non emergono a causa di paura, vergogna, isolamento sociale o dipendenza economica.
Dall’analisi dei dati emerge un quadro che smentisce molti luoghi comuni.
Per quanto riguarda la nazionalità:
153 donne sono italiane
6 cittadine dell’Unione Europea
15 extra UE
Il fenomeno appare quindi radicato nel contesto sociale locale e non limitato a specifiche condizioni di marginalità.
Le età più rappresentate sono:
30–39 anni: 35%
40–49 anni: 26%
Si tratta spesso di donne che si trovano in una fase della vita caratterizzata da relazioni stabili, presenza di figli e responsabilità familiari, elementi che possono rendere più difficile interrompere una relazione violenta.
I dati mostrano che la violenza non riguarda soltanto il matrimonio:
50% nubili
27% coniugate
17% separate
Questo conferma che il fenomeno è legato soprattutto alle dinamiche relazionali e ai modelli culturali di coppia.
Tra le tipologie di abuso registrate, la più frequente è la violenza psicologica, che supera il 50% dei casi.
Seguono:
violenza fisica
violenza economica
La violenza psicologica si manifesta attraverso svalutazione, isolamento sociale, controllo delle relazioni e manipolazione emotiva, spesso rappresentando il terreno su cui si sviluppano altre forme di abuso.
I dati confermano una tendenza ormai consolidata a livello internazionale: la violenza contro le donne avviene soprattutto all’interno delle relazioni affettive.
Nel dettaglio:
45% partner o coniuge
30% ex partner
10% sconosciuti
La violenza si sviluppa quindi nei contesti di maggiore prossimità relazionale, dove le dinamiche di potere e controllo possono radicarsi più facilmente.
Nel 2025:
87 donne sono state prese in carico
82 hanno richiesto informazioni
57 percorsi risultano ancora attivi
Non sempre il primo contatto con il centro si traduce immediatamente in un percorso strutturato. Molte donne attraversano fasi di ambivalenza emotiva, paura delle conseguenze familiari o speranza di cambiamento del partner, che rendono complesso il processo di uscita dalla violenza.
La relazione evidenzia che oltre il 70% delle donne è occupato e circa l’80% dichiara autonomia economica. Questo dimostra che la violenza di genere attraversa tutti i livelli sociali e culturali.
Nel 2025:
14 donne hanno beneficiato della Dote per l’Empowerment
7 hanno richiesto il Reddito di Libertà, ancora non concesso.
Il servizio richiesto nel 100% dei casi è l’ascolto, elemento che conferma l’importanza dei centri antiviolenza come luoghi di accoglienza e riconoscimento delle esperienze delle donne.
La relazione conclude che la violenza di genere rappresenta un fenomeno strutturale e sistemico, radicato nelle relazioni sociali e nei modelli culturali.
In questo contesto il Centro Antiviolenza Renata Fonte continua a svolgere un ruolo cruciale non solo nel supporto alle vittime, ma anche nella promozione di consapevolezza e prevenzione sul territorio. (leccesette.it)









