Di seguito un comunicato diffuso da Usb:
Si è svolto l’incontro tra organizzazioni sindacali e il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sullo stato della procedura di gara per Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Il ministro ha confermato che la gara resta aperta ai due soggetti che hanno presentato offerta per l’intero gruppo e ha ribadito la necessità di responsabilità istituzionale da parte di tutti gli attori coinvolti.
Il dato più preoccupante riguarda le risorse: il prestito-ponte autorizzato dall’Unione Europea è quasi esaurito. Una volta terminati quei fondi, non ci saranno ulteriori possibilità di finanziamento pubblico per Acciaierie d’Italia in AS. Questo significa che, già tra settembre-ottobre e al massimo entro novembre, il rischio concreto è l’assenza di liquidità, con conseguenze gravissime per i lavoratori.
Dall’inizio dell’anno nell’appalto Ilva sono andati persi quasi 400 posti di lavoro. Entro il 30 giugno se ne perderanno altri 200 a causa del taglio del 30% di diverse attività in appalto, conseguenza della riduzione delle manutenzioni e dei servizi all’interno dello stabilimento.
USB ribadisce con forza la necessità della nazionalizzazione del sito. Solo un soggetto pubblico può garantire risposte occupazionali e sulla salute e l’ambiente, soprattutto per Taranto. La nazionalizzazione, con l’intervento pubblico, metterebbe al riparo i lavoratori di Acciaierie d’Italia in AS, di Ilva in AS e dell’appalto, insieme ai lavoratori Sanac, che per noi sono parte integrante del gruppo Ilva.






