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Paolo Gentiloni a Taranto parla anche di questi giorni difficili della città

Presentazione del libro "La sfida impopulista"

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Di Mauro Armadi:

“La sfida impopulista” questo il titolo del libro scritto dall’ex Premier Paolo Gentiloni e presentato questa a Taranto, nel polo ionico dell’Università di Bari.
Il volume ripercorre quella che è stata la vita del suo governo, dal fallito referendum alle elezioni politiche di un anno fa.
Nel corso della presentazione, tra anedotti e rivendicazioni del suo operato, l’ex Presidente ha avuto occasione di parlare largamente dell’attuale governo e della grave crisi in cui l’Italia si sta trascinando.
Il libro, infatti, oltre a illustrare la storia, vuole proporre un’alternativa, “un punto da cui ripartire per tornare a vincere”.
Gentiloni pone particolare enfasi su questo punto, la vittoria, sottolineando come le recenti elezioni amministrative e le stesse primarie, abbiano dimostrato che le notizie sulla morte del Partito Democratico fossero ampiamente esagerate. Questi risultati benauguranti andranno comunque confermati sul prossimo banco di prova più importante, quello delle elezioni europee. In quest’ottica, Gentiloni auspica la formazione di una lista unitaria e progressista che possa opporsi  all’ascesa di quello che chiama nazional-pupulismo.
In conclusione di serata, prima di un veloce firma copie, il premier è stato incalzato su alcuni temi caldi, tra cui Tav, Tap e sopratutto ex-Ilva. Se per le prime due infrastrutture, Gentiloni ha ribadito tranquillamente la necessità della loro costruzione e l’assenza di una solida base all’idea di cancellarle, per l’azienda siderurgica di Taranto non è stato così.
Il Presidente ha ribadito e sostenuto la scelta fatta dal suo governo, ovvero il non spegnimento e l’adeguamento ai giusti standard ambientali, ma ha anche ricordato come il lavoro da fare sia ancora molto lungo e che in questo periodo sia lecito e necessario che l’occhio ambientalista resti concentrato sulla questione.
All’ex presidente del Consiglio, a margine della presentazione, è stato chiesto un parere sulla vicenda di questi giorni, con la chiusura delle scuole per inquinamento nel rione Tamburi. “È chiaro che non si disconosce la difficoltà estrema delle famiglie. Bisogna dire la verità: l’inquinamento origina dall’Italsider dei primi decenni poi proseguito con l’Ilva”. Ribadisce l’ex premier: “Si era di fronte a un bivio, con il mio governo: chiudere e mettere sul lastrico migliaia di famiglie o provare a dare una prospettiva diversa alla comunità di Taranto senza fare rinunciare il Paese a un settore industriale strategico”.




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