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Conte parla di “cantiere Taranto” con la Merkel e scrive ai ministri in attesa di Arcelor Mittal La difficile situazione si trasferisce anche alla politica e al tribunale

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Bilaterale Giuseppe Conte-Angela Merkel ieri a Roma. Nella conferenza stampa conclusiva il nostro presidente del Consiglio ha fatto anche riferimento a ciò che definisce “cantiere Taranto”, ovvero la ripartenza di un contesto produttivo, sociale e ambientale di primaria importanza per l’Italia. Affermazioni che arrivano alla vigilia di quello che (non ufficializzato tuttora, peraltro) è l’incontro con Arcelor Mittal dopo che il colosso franco-indiano ha avanzato le pretese “inaccettabili” per proseguire a Taranto. Si lavora su concessioni all’azienda in tema di scudo penale, ridiscussione dei livelli occupazionali e costo di affitto degli impianti.

La questione è, ovviamente, politica e di scudo penale, nel movimento 5 stelle, non vogliono sentire praticamente parlare, ad esempio.

Ma non è solo sul piano esecutivo o politico che si sviluppa la vicenda: c’è il livello giudiziario con Arcelor Mittalin procinto di depositare al tribunale di Milano l’atto per il recesso dal contratto per l’ex Ilva. Dal canto loro i commissari straordinari ex Ilva sono pronti a depositare l’atto per ricorrere avverso un’ipotesi di recesso affermando che non ve ne sono le condizioni.

Il testo della lettera del presidente del Consiglio (da Repubblica):

Gentile Ministro,

durante la mia recente visita a Taranto, ho potuto constatare come la vicenda dello stabilimento industriale ex Ilva costituisca solo un aspetto, seppure di assoluto rilievo, di una più generale situazione emergenziale in cui versa la città e la sua popolazione.

Il rilancio dell’intera area necessita di un approccio globale e di lungo periodo. La politica deve assumersi la responsabilità di misurarsi con una sfida complessa, che coinvolge valori primari di rango costituzionale, quali il lavoro, la salute e l’ambiente, tutti meritevoli della massima tutela, senza che la difesa dell’uno possa sacrificare gli altri.

Per questo, reputo necessario aprire un “Cantiere Taranto”, all’interno del quale definire un piano strategico, che offra ristoro alla comunità ferita e che, per il rilancio del territorio, ponga in essere tutti gli strumenti utili per attrarre investimenti, favorire l’occupazione e avviare la riconversione ambientale.

I processi di ristrutturazione o riconversione del tessuto industriale e delle infrastrutture di una determinata area geografica – come dimostrano alcune esperienze in Italia e in Europa – si portano a compimento solo attraverso politiche coordinate e sinergiche, che coinvolgano tutti gli attori istituzionali – in primis il Governo -, le associazioni di categoria, i comitati locali e tutte le forze produttive del Paese.

A tal fine, in vista del prossimo Consiglio dei ministri di giovedì 14 novembre, Ti invito, nell’ambito delle competenze del Tuo Dicastero, ad elaborare e, ove fossi nella condizione, a presentare proposte, progetti, soluzioni normative o misure specifiche, sui quali avviare, in quella sede, un primo scambio di idee. La discussione potrà quindi proseguire all’interno della cabina di regia che ho intenzione di istituire con l’obiettivo di pervenire, con urgenza, a soluzioni eque e sostenibili.

Al riguardo, Ti anticipo che il Ministro della difesa, onorevole Lorenzo Guerini, mi ha comunicato l’intenzione di promuovere un intervento organico per il rilancio dell’Arsenale, mentre il Ministro per l’innovazione, onorevole Paola Pisano, mi ha rappresentato la volontà di realizzare un progetto di ampio respiro, affinché Taranto possa diventare la prima città italiana interamente digitalizzata.

Confidando nella Tua collaborazione, Ti ringrazio fin d’ora per il contributo che potrai offrire alla definizione di un progetto che considero prioritario per l’azione




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