Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:
Un viaggio onirico e filosofico, portato, a passi di danza, sul palcoscenico del Teatro Fusco, per dimostrare come il tempo non sia solo scandito dalle lancette o dal ticchettio di un orologio, ma sia anche cura, attesa, vanità, gabbia e, infine, libertà. È il viaggio di Livia, la protagonista, intrappolata in un eterno presente, in cui lo spettacolo della vita non può andare in scena; ma è anche il viaggio di ogni essere umano, che impara a dare il giusto peso alla vita e, soprattutto, il giusto valore al tempo.
Così, l’A.S.D “Studio Teatro Danza”, fondata a Taranto nel 1988, vantando un curriculum di tutto rispetto, sia nel campo della danza che del teatro nelle sue varie forme e tecniche, domani sera porta sul palcoscenico lo spettacolo “Kairos”, sotto la direzione artistica di Paola Ciasca.
Tutto comincia dietro le quinte di un teatro, dove sembra che il tempo si sia improvvisamente fermato e che l’atmosfera sia sospesa. Suona la prima campanella, poi la seconda; ma la terza, quella che dovrebbe ufficialmente dare inizio alla magia dello spettacolo, non arriva. Il meccanismo si è inceppato. Ed è in questo momento che incontriamo Livia che, rifiutando l’immobilità del momento, compie un atto di coraggio: decide, comunque, di attraversare il sipario, scoprendo un limbo senza tempo, popolato dai celebri personaggi del Piccolo Principe. Ma, ognuno di loro non è semplicemente chi dice di essere o ciò che ci aspettiamo che esso sia, ma rappresenta una diversa e complessa sfaccettatura del tempo.
Il Piccolo Principe è la metafora del tempo dell’infanzia, dell’innocenza e della spensieratezza. L’Uomo d’Affari è ossessionato dal conteggio e dall’accumulo dei minuti. La Rosa rappresenta il tempo dell’eterno presente, della vanità e della futilità. E, ancora, il serpente è il tempo ultimo, irreversibile, che riporta tutto alla terra madre. La Volpe diventa custode del tempo dell’attesa, della cura, del ricordo e del legame profondo. Il Lampionaio ci appare condannato a un tempo che scorre troppo velocemente. E, poi, c’è lui, il mitico Aviatore: simboleggia la consapevolezza del tempo ormai andato, non recuperabile perché ormai perso e della maturità.
Imbattendosi in tutti questi personaggi della storia del Piccolo Principe, Livia impara veramente cos’è la vita. E, quando ne è veramente consapevole, l’incantesimo si rompe. Il tempo riparte. Risuona, finalmente, quella tanto attesa terza campanella. Il sipario si apre davvero, ma Livia non è più la stessa: ora, finalmente, sa cos’è il tempo, invitando sé stessa e lo spettatore a riflettere su come “l’essenziale è invisibile agli occhi”, su come riempiamo i nostri giorni, ricordandoci che il tempo non va mai semplicemente o solamente misurato, ma vissuto. <<Il tempo – è questo l’insegnamento che Paola Ciasca vuole trasmetterci – va anche ascoltato, oltre che afferrato, prima che, in maniera irreversibile, sfugga di mano, nel suo scorrere inesorabile>>.
La regia dello spettacolo è di Beatrice Mino e di Cristina Ciasca (direttore tecnico), che ne ha curato anche le coreografie insieme ad Antonio Taurino. I testi sono di Beatrice Mino ed Eduardo G. Tria (voce). Luci e video a cura della Visio ed Ars. Ingresso gratuito (ore 20.30), ma si accede su invito. Apertura del sipario ore 21.






