Di seguito il comunicato, corredato da foto:
Un ritorno su uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo per il basso salentino Adolfo Corrado: al Teatro alla Scala di Milano in questi giorni interpreta il ruolo di Timur nella Turandot di Puccini. Per il cantante nato e cresciuto nella piccola Supersano (Le), proclamato nel 2023 BBC Cardiff Singer of the World dopo essersi distinto in uno dei più prestigiosi concorsi lirici a livello internazionale, quello nel capoluogo lombardo è un significativo ritorno nel “tempio dell’opera lirica”, punto di riferimento assoluto della tradizione operistica nel mondo.
Un traguardo che segna un’ulteriore tappa in un percorso artistico in costante crescita, sempre più proiettato verso i maggiori teatri del mondo, proprio come quelli che si prepara a calcare in questo speciale 2026.
Il ruolo di Timur, figura profondamente umana e toccante dell’opera pucciniana, rappresenta per Corrado un banco di prova interpretativo di grande intensità espressiva, in cui la dimensione vocale si intreccia con una forte componente drammatica, accolto con calore da pubblico e critica nel debutto dell’8 aprile. Si prepara a tornare in scena domani, 11 aprile, e poi il 14 e 21 dello stesso mese.

Dopo Parigi, uno dei traguardi più ambiti per ogni cantante lirico, il Metropolitan Opera di New York. Corrado sarà impegnato in due titoli di grande rilievo: Maria Stuarda di Gaetano Donizetti, dal 6 al 22 dicembre, e, ad aprile 2027, ne La Bohème di Puccini, quest’ultima nella storica produzione firmata da Franco Zeffirelli.
Un’agenda artistica di assoluto prestigio che conferma il giovane Adolfo Corrado, classe 1994, come una delle voci più interessanti della sua generazione, capace di coniugare solidità vocale, profondità interpretativa e una presenza sempre più richiesta nei principali teatri internazionali.
Il ritorno alla Scala con Timur in questi giorni rappresenta semplicemente un passaggio significativo in un percorso artistico che guarda con decisione al futuro, mantenendo saldo il legame con la grande tradizione operistica italiana.
(foto home page: di Fabrizio Sansoni, L’italiana in Algeri, Mustafa, Opera di Roma 2025; foto interna: di Clarissa Lapolla)






