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Carburanti: decreto aiuti, trasmissione alla Guardia di finanza dei rincari sospetti. Esposto Coldiretti ELENCO PREZZI Ministero delle Imprese e del Made in Italy

FOTO BENZINA(1)

Il governo porta oggi in Consiglio dei ministri il decreto aiuti in tema di energia. Le accise mobili, verosimilmente, sono oggetto dell’azione governativa per contenere i rincari registrati dall’inizio della guerra. Rincari che, stando alla valutazione del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in alcuni distributori sono superiori rispetto ai prezzi indicati dalle compagnie petrolifere. Oggi i casi sospetti vengono segnalati alla Guardia di finanza.

Al link di seguito, riferito alla Puglia, lo schema aggiornato dei prezzi dei carburanti ai distributori. È possibile la consultazione per tutte le regioni, più dettagliatamente per ciascun Comune d’Italia:

https://carburanti.mise.gov.it/ospzSearch/area

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Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:

Coldiretti presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale. L’iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Con un trend che nei prossimi giorni vedrà ulteriori aumenti.

Secondo Coldiretti si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro.

Una dinamica che, secondo l’organizzazione agricola, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali né nell’andamento del mercato dei carburanti, e che per l’ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore – quello dei carburanti – caratterizzato da una forte capacità di influenza reciproca tra operatori. Il gasolio agricolo, ricorda Coldiretti, rappresenta infatti un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l’attività delle imprese agricole.

L’esposto arriva dopo la lettera inviata venerdì al Governo, con cui è stato chiesto un incontro urgente per affrontare l’impennata dei costi del gasolio e dell’energia alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare.

Negli ultimi giorni i prezzi del carburante agricolo sono cresciuti di quasi il 35%, provocando – insiste Coldiretti Puglia – un aumento significativo dei costi orari delle lavorazioni meccaniche e il rischio di interruzioni nelle arature delle zone cerealicole. L’aumento dei prezzi si riflette anche sull’irrigazione delle colture, sul riscaldamento e sulla gestione energetica di stalle e serre, compromettendo i bilanci delle aziende. Con questi aumenti i costi orari delle lavorazioni agricole sono letteralmente esplosi, con il rischio concreto che trattori e macchine agricole restino fermi nei campi e che anche i pescherecci non possano uscire dalle banchine, per questo motivo è urgente adottare misure di sostegno immediate a favore delle piccole e medie imprese agricole e della pesca, messe in grave difficoltà dal repentino balzo dei prezzi del gasolio agricolo.

In Puglia, l’agricoltura è un settore strategico ma molto energivoro, con le aziende agricole che consumano ogni anno circa 0,15 Mtep di energia, principalmente sotto forma di gasolio per la meccanizzazione, pari a 80–140 milioni di litri annui. Un aumento di 30 centesimi al litro del carburante – denuncia Coldiretti Puglia – comporta circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi per le aziende agricole pugliesi.

Con l’inflazione alimentare in crescita e le famiglie costrette a ridurre gli acquisti, la scarsità di prodotti locali sopravvissuti agli eventi climatici estremi e l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio – con la logistica che può incidere fino a un terzo sul prezzo finale di frutta e verdura – si rischia un effetto domino sui costi alimentari.

A livello regionale, i consumi finali di energia della Puglia raggiungono circa 5,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno, con il settore dei trasporti che assorbe circa il 34,6% di questo consumo, secondo dati MASE, ENEA e Terna. All’interno di questi consumi, l’intera filiera agroalimentare rappresenta più del 10%, considerando produzione agricola, trasformazione e logistica.


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