Di seguito il comunicato:
Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri
a cura di Rosaria Scialpi
Testi critici di Pierfranco Bruni, Micol Bruni, Marilena Cavallo e Rosaria Scialpi – Solfanelli Editore
“Sulle sponde della Magna Grecia” è un testo articolato che pone all’attenzione un mosaico comparato in cui la letteratura mediterranea diventa fondante di un processo culturale che interessa il Novecento italiano.
Rimandi poetici e radici della Magna Grecia creano una atmosfera e uno processo linguistico di primaria importanza. È anche un invito alla scoperta di poeti e tematiche che hanno contrassegnato il legame tra modelli umani e lirici.
Un ponte tra passato e presente, tra tradizione e innovazione.
Una rilettura dinamica e accessibile del Novecento meridionale le cui eredità sono, chiaramente, greche e latine.
La domanda che si pone: dove sono gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario?
Non nei manuali. Certamente.
Ed è questa la grave lacuna che “Sulle sponde della Magna Grecia” vuole colmare.
Una geografia fra le pieghe dell’animo
La sinossi – di cui sopra – non lascia dubbi: “Sulle sponde della Magna Grecia” , inteso come saggio e come progetto, si pone l’ambizioso obiettivo di riportare il Novecento letterario del Sud al centro del dibattito culturale, ridestando su di esso la luce sottratta.
Dalla Puglia alla Sicilia, dalla Calabria alla Basilicata, dalla Sardegna alla Campania all’Abruzzo: un Mediterraneo vasto in un testo imponente e che le lettrici e i lettori potranno trovare in libreria e online a partire dal 5 agosto 2026.
Al centro il viaggio tra le sponde poetiche della Magna Grecia del Novecento. Un saggio che assume i connotati di un anti-manuale e che nasce all’interno di un progetto che pone al centro una geografia non solo fisica ma anche e soprattutto esistenziale.
Il saggio sarà presentato in anteprima nazionale a Noxoslegge e alcuni dei suoi contenuti saranno esplorati, con una chiave di lettura inedita, durante l’evento “Le vie dell’acqua. Lungo il Triglio“, un ciclo di incontri, a cura di Sulle sponde della Magna Grecia e facente parte del cartellone degli eventi estivi di Statte. Gli incontri, che si terranno dal 23 al 25 settembre, con patrocino del Comune di Statte, si intitolano rispettivamente: L’acqua nel mito locale; Storia, rito e folclore; La parola agli scrittori del Novecento.
Non è solo saggio, ma opera composita e meditata
“Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri” è infatti il risultato di un percorso iniziato nel 2004 con l’antologia “Da una sponda all’altra” e proseguito con “I poeti mediterranei in piazza” nel 2008, “Sulle sponde della Magna Grecia” nel 2012, e successivamente “Il Novecento della poesia tra mare e terra” e “Sulle rive dello Jonio”.
La poesia, si sottolinea, in tutti questi casi, è un bene culturale perché è patrimonio vivo, immateriale.
Gli autori, Pierfranco Bruni, Micol Bruni, Marilena Cavallo e Rosaria Scialpi, costruiscono una geografia esistenziale che parte da un dato fisico, la terra di Magna Grecia, e un ambito fenomenologico e costruisce un fitto reticolato di simboli e sentimenti.
È un’opera di riscoperta e valorizzazione della letteratura meridionale del Novecento, spesso trascurata dai manuali e “quasi ostracizzata”, ma decisiva per comprendere chi siamo oggi. Il volume è anche progetto educativo: nasce da anni di attività di diffusione dei saperi, incontri culturali rivolti soprattutto a giovani e scolari, portati avanti sinergicamente da Scialpi, Cavallo e da Micol e Pierfranco Bruni.
Magna Grecia come dimensione ontologica
La Magna Grecia viene letta come dimensione ontologica.
Per gli autori, infatti, la Magna Grecia non è solo un’area archeologica. È un modello letterario, filosofico e antropologico che ha come riferimento il mare. È “dimensione ontologica di un pensare che giunge sino a Ovidio e oltre”, sottolineano gli autori. Tra le rive della Magna Grecia “camminano e navigano i poeti del Mediterraneo”: poeti che raccolgono le lingue nelle emozioni, che trasformano la memoria in viaggio.
È un’eredità greca, romana, adriatica, dove l’Occidente penetra l’Oriente e viceversa.
Carlo Belli, in “Echècrate o La prora al cielo”, la definisce “coloratissima serata egiziana”. E sottolinea come qui “è nata la cultura occidentale”, in un tracciato che è insieme geografico, etico e filosofico. Vivere la Magna Grecia significa tenere insieme leggenda e tradizione, antico e moderno. Il libro ricostruisce e rivaluta una costellazione di autori meridionali e non, con particolare attenzione a figure ponte tra classicità e contemporaneità.
Inediti in esclusiva
Francesco Grisi il poeta che porta Cutro nel cuore, voce centrale del volume con una sua plquette inedita e non rintracciabile altrove. I suoi versi postumi su Taranto, Martina Franca e Grottaglie trovano qui accoglienza e risonanza grazie al lavoro certosino di Bruni. In lui Taranto “non è una città, è un’isola che custodisce i segreti della Magna Grecia”. La Magna Grecia diventa “cifra di simboli”, “isole sommerse nelle mie memorie di mare”. Ha scritto: “In ogni geografia ho lasciato la mia Magna Grecia”.
Carlo Belli, tarantino d’adozione, fonda il Convegno di Studi sulla Magna Grecia. Selvaggi definisce Taranto “La città che mai si perse” e ammonisce: “Taranto e il suo territorio sono una risorsa per tutto il Sud. Ma non si è capito che occorre investire sulle culture sommerse”. Il volume accoglie anche Pavese, Alvaro, Scotellaro, Sinisgalli, Levi, Pasolini, Tomasi di Lampedusa, Morante, Serao, Deledda, e persino Rodolfo Valentino.
Un’attenzione particolare va alle scrittrici meridionali, che “in quanto donne e meridionali, hanno vissuto una doppia forma di emarginazione”.
Taranto: le città che sono isole nel paesaggio della memoria
Taranto e le città sono paesaggio, mito, poesia. Il cuore del libro batte su Taranto. Grisi la canta: “La sera di Taranto ha il tramonto / sospeso sulle onde. / Il mare greco racconta / gli Orienti e un Occidente”. Per Grisi Grottaglie “Ha i colori della seta / nelle parole degli oracoli / che impastano il sale alla terra”, e Martina Franca “Ha il barocco cucito tra le grondaie dei ricordi”. Grisi e Pasolini hanno raccontato Taranto, il Salento e Cutro, intrecciando immagini e memoria. Gli autori avvertono che senza conoscere la poetica dei luoghi di Grisi o di Selvaggi non si può valorizzare un territorio. E senza Quasimodo non si può parlare di Magna Grecia.
Interdisciplinarietà: non solo Letteratura in senso stretto
Ma la Letteratura in senso stretto non è la sola protagonista di questo volume.
I saggisti, infatti, vogliono che i saperi risuonino fra loro, che siano messi in dialogo affinché possano farsi latori di quella che è stata la vera anima del Novecento.
Di conseguenza, viene lasciato spazio al teatro con De Filippo, si esplorano i meandri dell’anima di un inedito Rodolfo Valentino, attore ma anche poeta, si mettono a confronto gli scritti di De Giorgio con le suo opere pittoriche e ci si inoltra nel giornalismo con Serao.
Un lavoro di ricognizione e riscoperta per non disperdere
Il libro, curato da Rosaria Scialpi, nasce proprio per non lasciare “perso o disperso nella frammentazione della talvolta effimera e fugace lettura via web” un lavoro sul Novecento meridionale. Lo studio insiste su una poetica mediterranea in Magna Grecia perché l’obiettivo è quello di restituire “un quadro più veritiero e variegato della Magna Grecia”. “Sulle sponde della Magna Grecia” è una mappa. Non di luoghi, ma di voci.
Un invito a camminare sulle sponde: perché solo conoscendo le “culture sommerse” possiamo trasformare le prospettive in attività. E solo riconoscendo che “in ogni geografia ho lasciato la mia Magna Grecia”, possiamo capire che la Magna Grecia non è dietro di noi. È dentro di noi. Un libro innovativo, basterebbe scorrere l’indice per rendersi conto della profondità e dell’articoloato lavoro, perché propone una rilettura di una letteratura appunto della Magna Grecia attraverso quei territori che ancora oggi sono segni tangibili dei Mediterranei tra eredità e identità.
Bisogna leggerlo per avere contezza della “mappa” spirituale linguistica ermeneutica di cos’è oggi la Magna Grecia del Novecento.
Dettagli tecnici
- Titolo: Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri
- Pagine: 328
- Editore: Solfanelli,
- Costo: 21 euro
- In uscita: Dal 5 Agosto 2026
- https://www.edizionisolfanelli.it/sullespondedellamagnagrecia.htm






