Dettagli in una conferenza stampa in mattinata.
Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:
In data 29.06.2026, nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari
dinanzi a questo Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale
di Bari ha emesso una Ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di 9 indagati della
provincia di Foggia. La misura è stata eseguita oggi 06.07.2026 da operatori del Raggruppamento Operativo
Speciale Carabinieri, supportati da personale del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia e dello
Squadrone Carabinieri Eliportato “Puglia” e dal Servizio Centrale di Protezione, a carico dei 9 soggetti ritenuti
di aver partecipato, con ruoli e compiti differenti, alla commissione, ovvero alle fasi precedenti o
successive, di tre distinti omicidi verificatisi rispettivamente a Manfredonia e Mattinata tra il 2011 ed il 2016.
Il provvedimento coercitivo, che discendente da decisione cautelare, è incentrato sull’inquadramento dei
predetti fatti di sangue alla storica faida tra l’associazione mafiosa denominata “Romito-Lombardi-Ricucci”
e quella dei “li Bergolis”, che negli anni si è contraddistinta dal susseguirsi di molteplici omicidi e tentati
omicidi.
La mafiosità di 3 degli odierni indagati è stata già accertata a seguito dell’indagine “Omnia Nostra” del ROS
(che ricomprendeva l’arco temporale dal giugno 2008 al luglio 2022), in quanto sono stati condannati, con rito
abbreviato e con sentenza passata in giudicato, per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., in qualità di partecipi
proprio dell’associazione mafiosa denominata “Romito-Lombardi-Ricucci”. Altri 3 degli odierni indagati
invece sono ancora sub judice avendo optato per il rito ordinario.
Due degli omicidi in questione, avvenuti rispettivamente nel 2011 e nel 2016, si caratterizzano per essere stati
commessi con le modalità della cosiddetta lupara bianca, ovvero facendo sparire deliberatamente il corpo
della vittima, occultandolo, rendendone quasi impossibile il ritrovamento.
Il terzo episodio invece, risalente al 2014, è tipizzato come un agguato armato di tipo mafioso.
Le fonti di prova a fondamento del ruolo avuto dagli indagati sono costituite, a supporto delle sentenze passate
in giudicato, dal contenuto di intercettazioni, dai rilievi ed accertamenti di criminalistica, dalle dichiarazioni
convergenti di diversi collaboratori di giustizia, dalle immagini tratte dai sistemi di videoriprese, da esiti di
perquisizioni e sequestri.
Quattro dei destinatari dell’odierno provvedimento cautelare si trovano attualmente già ristretti in carcere.
Avvertenza sulla presunzione di innocenza
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la
stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria. La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera
probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non
sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall’art. 27, secondo comma,
della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le
proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.






