Il testimone riferisce che le automobili sono state colpite a sprangate e, come si vede, ci sono danni. Stamattina, dopo le 9, pieno centro di Martina Franca, parte posteriore del palazzo ducale.

Nella zona è parcheggiata, fra le altre, anche la macchina del sindaco che non è stata danneggiata, contrariamente a quella che transitava accanto. Mentre era in marcia, quest’ultima vettura (nella foto accanto, l’automobile verde) è stata colpita e il finestrino del posto guida rotto, la conducente lievemente ferita al braccio sinistro.
L’uomo è stato bloccato dai militari; intervenuti anche i soccorritori del 118 data, appunto, la condizione di alterazione. Sulla quale sarà comunque doveroso un approfondimento.
—–
Di seguito un comunicato diffuso da Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca:
Di seguito un comunicato diffuso da Gioventù nazionale-sezione di Martina Franca, nel pomeriggio:
Oggi a Martina Franca la civiltà è stata calpestata.
Le immagini dell’ennesimo episodio di brutale violenza avvenuto nel cuore della nostra città sono intollerabili e hanno profondamente scosso, ferito e indignato l’intera comunità.
Come Gioventù Nazionale Martina Franca esprimiamo totale sdegno e forte preoccupazione. Quanto accaduto non ha alcuna giustificazione: non si tratta di una semplice “bravata” né di un fatto isolato da minimizzare, ma di pura, gratuita e indiscriminata illegalità perpetrata da individui che pensano di poter agire al di fuori delle regole e nel totale disprezzo della convivenza civile.
Se da un lato si tenta spesso di rintracciare alla base di certi comportamenti una condizione di disagio sociale, ribadiamo con forza un principio chiaro: comprendere le cause di un fenomeno non significa in alcun modo giustificarlo. Il disagio non è e non sarà mai un passaporto per la violenza. Significa, al contrario, pretendere che le istituzioni si assumano la responsabilità di prevenire il degrado prima che sfoci nel caos. Per troppi anni, un certo permissivismo culturale di sinistra ha tollerato, giustificato e minimizzato, lasciando che il territorio venisse progressivamente privato di tutela.
Ciò che rende questo episodio ancora più grave è la totale assenza di tempestività nei soccorsi e nel ripristino dell’ordine: secondo le testimonianze di numerosi presenti, nonostante i gravi disordini si siano consumati in pieno centro e a pochissimi passi dal Palazzo Municipale, non vi è stato alcun intervento per circa un’ora, lasciando la piazza in balia del caos e della paura.
Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento all’Arma dei Carabinieri, il cui intervento ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. A loro va la nostra gratitudine per aver garantito la sicurezza dei cittadini supplendo, con encomiabile spirito di servizio e senso del dovere, a una palese, totale ed inaccettabile assenza della Polizia Locale dal presidio del territorio in un momento così delicato.
Un fatto di una gravità inaudita su cui l’Amministrazione comunale ha l’obbligo politico e morale di fare immediata chiarezza. Perché una città come Martina Franca, vissuta ogni giorno da migliaia di famiglie, giovani e visitatori, non può permettersi il lusso dell’immobilismo o di lasciare i propri cittadini abbandonati a se stessi in situazioni di pericolo.
Non si tratta di tirare in ballo giustificazioni di comodo, ma di denunciare una chiara mancanza di visione, pianificazione e coordinamento nella gestione della sicurezza urbana da parte di chi governa la città. La sicurezza si garantisce con una presenza strategica, con direttive chiare e con una programmazione efficace del presidio del territorio nelle ore e nei luoghi più sensibili, non rincorrendo le emergenze a cose fatte.
Pretendiamo risposte chiare e azioni concrete: controlli capillari e mirati nei punti critici, verifiche rigorose sul rispetto delle norme di pubblica sicurezza, test antidroga e alcolemici e accertamenti severi sulle posizioni di soggiorno e sul rispetto della legalità. Chi porta degrado e violenza nelle nostre strade deve sapere che a Martina Franca non c’è spazio per l’impunità.
Martina Franca e l’Italia non sono il Far West. Non chiediamo allarmismi né slogan di comodo, ma presenza, efficienza e la garanzia che chi vive e frequenta la nostra città sia protetto.
Il Sindaco non provi a scappare dietro il solito silenzio d’ordinanza. Chiediamo con fermezza che venga immediatamente a riferire pubblicamente in Consiglio Comunale per spiegare alla città come sia stato possibile un simile ritardo negli interventi e quali misure urgenti intenda adottare per evitare che episodi del genere si ripetano.
I giovani e i cittadini di Martina Franca meritano sicurezza e risposte, non la resa delle istituzioni.
—–
Di seguito un comunicato diffuso da Futuro nazionale:
Quanto accaduto sabato mattina nel cuore di Martina Franca è gravissimo e non può essere archiviato
come una semplice parentesi di cronaca. Un uomo di 29 anni, originario del Ghana, armato di una
spranga di ferro, ha seminato paura nel centro citadino, colpendo automobili e coinvolgendo citadini
che sono intervenuti per fermarlo. Il bilancio comprende persone ferite e veicoli danneggiati, a pochi
metri da Palazzo Ducale.
Non è normale. Martina Franca non deve abituarsi alla paura.
Va chiarito innanzituto a quale titolo il ghanese si trovasse a Martina Franca e se beneficiasse di
forme di assistenza pubblica.
Futuro Nazionale esprime piena solidarietà alle persone coinvolte e ringrazia le Forze dell’Ordine e i
soccorritori intervenuti.
La comprensibile esasperazione dei citadini non va confusa con sfiducia nelle Forze dell’Ordine, che
meritano (1) rispetto, (2) sostegno e (3) strumenti adeguati. Il nodo è politico (!) troppo a lungo scelte
permissive hanno lasciato ai territori e a chi li presidia il peso delle conseguenze. Per troppi anni
una certa sinistra ha privilegiato una visione ideologica dell’accoglienza, contestando troppo spesso
le politiche di controllo, trattenimento e rimpatrio. Oggi i territori pagano il prezzo di quella cultura
politica.
Ma proprio perché crediamo nello Stato, pretendiamo che lo Stato faccia fino in fondo il proprio
dovere.
Il sindaco ha chiesto l’applicazione del foglio di via, ma politicamente dobbiamo avere il coraggio di
dire che spostare un problema da Martina Franca a un altro Comune italiano non significa risolverlo.
Un foglio di via da una città non equivale a un rimpatrio dal territorio nazionale.
Questa è la politica della remigrazione che Futuro Nazionale sostiene, non una parola d’odio, non una
persecuzione indiscriminata e certamente non un giudizio fondato sull’origine o sul colore della pelle.
La colpa è personale. La legge deve essere uguale per tutti. Ma l’ospitalità non può trasformarsi nel
diritto di violare impunemente le regole del Paese che ospita.
Ma il problema della sicurezza cittadina non nasce ieri mattina.
Non vogliamo alimentare paura. Vogliamo impedire che la paura diventi normalità.
Per Futuro Nazionale la linea è semplice
sicurezza per i citadini
rimpatrio per chi non ha titolo per restare
remigrazione come politica nazionale, legale ed effettiva
Non è estremismo.
È uno Stato che torna a far rispettare i propri confini, le proprie leggi e i propri cittadini.
E in questo clima di disordine diffuso, a Firenze si arriva perfino a strappare, calpestare e sputare il
Tricolore (!), quando si perde il rispetto per i simboli della Nazione, si perde il rispetto per l’Italia
stessa.
Accoglienza non significa resa.
Integrazione non significa impunità.
Legalità non significa debolezza.
I nostri cittadini hanno il dirito di camminare per strada senza paura, accompagnare i propri figli,
aprire un’attività commerciale e vivere il centro della propria cità.
Martina Franca non è terra di nessuno.
Martina Franca è dei cittadini martinesi.
—–
Di seguito un comunicato diffuso da Forza Italia-circolo di Martina Franca:
I gravi e recenti fatti di cronaca avvenuti in pieno centro a Martina Franca hanno inevitabilmente sollevato l’attenzione dei media locali e nazionali, minando l’immagine della nostra città e imponendo una profonda e urgente riflessione sulla sicurezza cittadina e sulla gestione dei flussi di integrazione sul territorio.
A fronte di questo gravissimo episodio, Forza Italia, nelle persone del segretario cittadino Michele Marraffa e della capogruppo consiliare, Mina Fumarulo, interviene con fermezza per esprimere la propria posizione e chiedere chiarimenti immediati alle istituzioni locali.
“Esprimiamo la nostra più totale e sentita solidarietà ai cittadini che sono intervenuti con coraggio per bloccare l’aggressore, evitando conseguenze ancora più drammatiche, e confermiamo la nostra consueta vicinanza alle forze dell’ordine, pur rammaricandoci dei ritardi registrati nei tempi di intervento – dichiarano Marraffa e Fumarulo.
“Ribadiamo con forza che Forza Italia è da sempre a favore dell’immigrazione legale e della sicurezza, due concetti che consideriamo valori essenziali e non negoziabili per la tenuta sociale della nostra comunità. Tuttavia, quanto accaduto impone all’Amministrazione comunale, e in particolare all’Assessore alle Politiche Sociali, l’obbligo di fare immediata chiarezza“.
I rappresentanti di Forza Italia annunciano formale richiesta di accesso agli atti e interpellano direttamente la giunta municipale sollevando precisi interrogativi:
- Quanti immigrati ancora in attesa di regolarizzazione sono attualmente presenti sul territorio comunale?
- È stato avviato per loro un regolare ed efficace processo di integrazione?
- A quanto ammontano le spese complessive sostenute dal Comune per questi percorsi e se tali cifre includano anche i fitti per le strutture di accoglienza?
- L’Amministrazione è realmente al corrente di questi dati e in grado di fornirli con trasparenza alla cittadinanza?
- Nell’ambito delle competenze comunali in tema di sicurezza, vista la gravità dell’episodio, quali iniziative sono state avviate per prevenire e per un maggior controllo della città anche in considerazione della complessità del problema a tutela dei cittadini?
“Integrazione e formazione sono due concetti imprescindibili che devono camminare di pari passo – concludono il segretario cittadino Marraffa e la capogruppo consiliare Fumarulo – Nelle aziende private la formazione legata all’inserimento è un requisito rigoroso e strutturato; lo stesso rigore deve essere applicato nella gestione pubblica dei percorsi di accoglienza. Non si può prescindere da una reale cultura dell’integrazione se si vuole garantire, al contempo, la sicurezza dei nostri concittadini“.











