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Torre Santa Susanna: 33enne arrestato. Accusa: dieci donne ricattate. Minacce di diffondere immagini hard Deve rispondere di sette estorsioni di cui tre tentate, tre truffe e una violenza privata

CALÒ Santo classe 1985

Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:

I Carabinieri della Stazione di San Donaci hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi  nei riguardi di CALO’ Santo  33enne di Torre Santa Susanna. I reati contestati all’indagato sono  7 estorsioni di cui 3 tentate, 3 truffe e una violenza privata, reati commessi in un arco temporale che va dall’ottobre 2017 al febbraio 2018, nei riguardi di dieci donne residenti in  varie regioni del territorio nazionale: Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna e Puglia. Il teatro virtuale  degli eventi  reato è stato quello dell’ambiente internet, dei social network e dei siti commerciali, nel cui alveo l’arrestato ha attirato  nella trappola le sue vittime. Il modus operandi  è stato sempre lo stesso, ha agito  celando la propria identità sotto il nome di battaglia di “Emanuele”, presentandosi con un profilo rassicurante, sereno, che si attaglia ad  un individuo che vive in solitudine, in cerca di amicizia e di una storia sentimentale di lungo periodo. Sulla scorta di questa patina che si è abilmente costruito ha ordito la sua trama. In una circostanza si è presentato quale bancario e single per prospettarsi  come  figura stabile di uomo per  conquistare  la fiducia della vittima che gli ha inviato alcune foto che ritraevano le sue parti intime. Aquisite le foto come anche in tutte le altre circostanze, ha gettato la maschera ha rivelato le sue vere intenzioni formulando  sempre alle parti offese le stesse minacce con richiesta di denaro, facendo leva  sulla riservatezza che volevano mantenere  su quelle storie  e sulla paura e il senso di vergogna  che avrebbero altrimenti patito  nel caso di diffusione delle loro immagini raffiguranti le parti intime. Minacce finalizzate a conseguire somme di denaro di entità variabile tra i 200 e i 300€: “…se tieni al tuo pudore, al tuo lavoro puoi evitare di cadere nella vergogna 200 € e sparisco altrimenti metto foto e conversazioni su facebook…sarai lo zimbello del paese”. Le minacce alle donne, di età compresa tra i 23 e i 48 anni, sono state sempre quelle di diffondere e pubblicare in rete le foto anche sui siti di escort. Le somme di denaro provento di estorsione sono confluite sulla carta postepay, di una ex fidanzata dell’arrestato estranea alla vicenda,  che ne ha consentito l’uso, mentre i contatti con le vittime sono avvenuti grazie a due schede telefoniche una intestata ad una congiunta ed una  attivata  da un’amica di famiglia che l’aveva poi ceduta all’arrestato, entrambe le donne sono risultate estranee ai fatti. Pertanto, l’esame  delle ricariche relative alla carta postepay ha consentito l’individuazione  di tutte le vittime delle  estorsioni. Tre tentativi di estorsione  non si sono concretizzati per le resistenze delle vittime che si sono sottratte al ricatto. Una minacciando l’estorsore che lo avrebbe denunciato e le altre due hanno trovato la forza per denunciarlo e far partire l’attività investigativa che ha interessato i Reparti dell’Arma delle località di residenza delle vittime in cinque regioni d’Italia oltre alla Puglia. In quest’attività i militari che si sono occupati della vicenda hanno instaurato in  fase di ascolto un rapporto fiduciario con le vittime, adottando ogni cautela. Le indagini hanno anche accertato che le stesse utenze telefoniche  e la carta postepy sono state utilizzate  per portare a segno il reato di truffa  commesso dall’indagato nei riguardi di tre donne. Infatti, attraverso la pubblicazione di un unico annuncio sul sito wwwsubito.it, avente ad oggetto la vendita di cuccioli di cane di razza “buldog francese”, ha attirato l’attenzione di tre donne potenziali  acquirenti, due liguri e  una sarda  alle quali  ha inviato tramite whatsapp alcune foto degli animali per rendere l’offerta credibile, facendosi quindi accreditare in più frazioni quale acconto per le prenotazioni  somme oscillanti dai 100 ai 200€. Dopo aver incassato il denaro non si è presentato all’appuntamento  per la consegna dei cuccioli e più volte contattato dalle donne non ha più risposto al telefono. In ultimo all’arrestato è stato anche contestato  il reato di violenza privata, perché dopo aver  instaurato una conoscenza  con una donna  della provincia di Brindisi, con relativo scambio di messaggi in chat sul social network  “Badoo”,  sempre con il falso  nome di Emanuele  e simulando interesse sentimentale,  si era fatto inviare alcune foto intime della stessa per poi chiederle di uscire con la minaccia di diffusione delle immagini se non avesse accettato, in modo da costringerla  in tre distinte circostanze ad avere tre incontri galanti.

L’arrestato al termine delle formalità di rito è stato condotto nella casa circondariale di Brindisi.




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