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Ospedale Monopoli-Fasano, situazione lavori al 31 luglio: al termine mancano 765 giorni Amati: completati gli scavi, in corso opere preliminari alla costruzione delle fondazioni

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Di seguito un comunicato diffuso da Fabiano Amati, consigliere regionale della Puglia:

“Dopo 232 giorni di lavoro sono stati completati gli scavi e sono in esecuzione i lavori di getto dei magroni di fondazione e posa della guaina impermeabile, preliminari alla realizzazione delle fondazioni. Nel frattempo pare che anche i problemi societari della capogruppo Astaldi siano stati risolti, a dispetto dei profeti di sventura, per cui ”avanti tutta’ verso la meta per vedere terminata l’opera sanitaria più importante e necessaria degli ultimi anni in Puglia”. Lo comunica il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, presentando il rapporto sullo stato d’avanzamento dei lavori del nuovo ospedale Monopoli-Fasano al 31 luglio 2019.

“Dall’avvio dei lavori e al 31 luglio – prosegue – sono trascorsi 232 giorni, pari al 23,2% del tempo di durata complessiva (1000 giorni). Ne mancano, dunque, 768 per la fine. Ad oggi risultano completati al 100%  i lavori di scavo e sono in corso le attività propedeutiche alla realizzazione delle fondazioni, che proseguiranno anche in agosto e senza interruzioni per le ferie estive. Risultano pagati due Stati avanzamento lavori (SAL), per un totale di € 3.511.463,55, pari al 4,79 % dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28)”.

“Nei prossimi giorni – dice ancora Amati – sarà realizzata la strada di accesso al cantiere, in tempo utile a non generare interferenze e problemi all’attività di coltivazione dei proprietari dei terreni, che con generosa disponibilità stanno collaborando con la stazione appaltante. Nel frattempo, la notizia di costituzione di un nuovo polo delle costruzioni, denominato, ‘Progetto Italia’, promosso da Salini Impregilo, sta risolvendo i problemi finanziari della capogruppo Astaldi. Tale notizia conferisce ulteriore serenità sull’andamento dei lavori e toglie ‘lavoro iettatorio’ ai politici del tanto peggio-tanto meglio”.

“Si inventeranno altri argomenti, certamente, ma noi e la maggior parte dei cittadini – conclude – lotteremo per vedere al più presto in esercizio il più importante presidio di salute nel raggio lunghissimo che divide Bari e Brindisi. Un’iniziativa che sarebbe stato giusto avviare e realizzare sin dagli anni 80 del secolo scorso, così da non farci ritrovare oggi con un pesante fardello di carente assistenza da dover gestire, in termini di malattie tempo-dipendenti e prestazioni di alta complessità”.




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