Di seguito il comunicato:
Viaggiatori in partenza incuriositi e attratti dalle opere di arte contemporanea esposte da questa mattina (fino al prossimo 13 dicembre) all’Aeroporto di Bari, persone che nella fretta di prendere un volo si sono fermati per qualche istante per ‘capire’ il senso e lasciarsi a sua volta affascinare e interrogare da quello che era allestito in un luogo di transito per eccellenza.

Un taglio del nastro che intende superare i confini convenzionali dell’esposizione e restituisce l’arte alla dimensione viva dell’esperienza. Un progetto in cui ogni luogo può diventare spazio espositivo e ogni incontro con l’opera può generare nuove domande, percezioni e possibilità di relazione.
Manibus Exhibition – Attraversamenti prende questo nome perché invita la scultura a sostare, insieme ai viaggiatori, nel luogo di transito per eccellenza. Le opere non fermano il viaggio, ma ne modificano per un momento il ritmo: interrompono la continuità del percorso, catturano lo sguardo e rendono più intenso il rapporto con lo spazio. Il visitatore le incontra mentre attende, attraversa, si dirige verso una destinazione: l’esperienza artistica, pensata come un circuito dislocato, si inserisce così nel viaggio, aprendovi una breve pausa.
Le opere di Dario Agrimi, Pietro De Scisciolo e Christian Loretti (gli artisti che espongono le loro opera nell’aeroporto di Bari) si incontrano senza perdere la propria autonomia.
In “L’ascesa e Limbo”, Agrimi suggerisce un immaginario di slancio e sospensione, attraversato da tensioni tra elevazione e immobilità. Il suo lavoro chiama in causa la presenza e l’identità, lasciando aperta la domanda su ciò che si manifesta e su ciò che resta enigmatico. Il suo percorso suggerisce così un immaginario instabile, in cui slancio e ambiguità convivono.
De Scisciolo, invece, accosta l’urgenza quotidiana a una tensione verso l’altrove, facendo convivere il limite e il desiderio di oltrepassarlo introducendo invece una dimensione simbolica e spirituale. In questa varietà convivono leggerezza e tensione, immediatezza e risonanza, riferimenti terreni e aspirazione verso l’alto come in “Non ho più tempo” e “Ti porto il cielo”. Il suo lavoro amplia così il campo della mostra, facendo dialogare elementi familiari con richiami di più ampia portata.
Opere come “Protome taurina” e “Spigadorsale” di Loretti, infine, richiamano invece la concretezza del corpo e della forma, invitando a misurarsi con la presenza plastica. La sua ricerca indica una direzione che attraversa il corpo, la struttura e la figura, facendo emergere una tensione tra riconoscibilità e trasformazione. Nella mostra offre un contrappunto di concretezza: la forma sembra affermarsi nello spazio, chiamando lo spettatore a misurarne la presenza.

L’aeroporto di Bari amplifica questo dialogo. In un luogo organizzato intorno alla partenza e alla destinazione, le sculture introducono una presenza che trattiene senza interrompere il cammino. Diventano pause, punti di orientamento, occasioni inattese d’incontro. “Attraversamenti” trova così la propria traiettoria nella tensione tra movimento e permanenza, tra voci distinte e risonanze comuni: là dove il transito, per un istante, si fa esperienza.








