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Bari: opere d’arte contemporanea in aeroporto Fino a venerdì

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Di seguito il comunicato:

Viaggiatori in partenza incuriositi e attratti dalle opere di arte contemporanea esposte da questa mattina (fino al prossimo 13 dicembre) all’Aeroporto di Bari, persone che nella fretta di prendere un volo si sono fermati per qualche istante per ‘capire’ il senso e lasciarsi a sua volta affascinare e interrogare da quello che era allestito in un luogo di transito per eccellenza.

IMG 20261107 WA0069Era questo esattamente lo scopo di Manibus Exhibition – Attraversamenti, che ieri mattina è stata inaugurata proprio alle ‘partenze’ dell’aeroporto alla presenza del padrone di casa, il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile, il presidente Confindustria BARI-BAT, Mario Aprile, il presidente di Confartigianato Imprese Bari-BAT-Brindisi, Francesco Sgherza e il direttore artistico di Manibus e curatore delle mostre, Nicola Miulli. Madrina d’eccezione Alina Liccione.

Un taglio del nastro che intende superare i confini convenzionali dell’esposizione e restituisce l’arte alla dimensione viva dell’esperienza. Un progetto in cui ogni luogo può diventare spazio espositivo e ogni incontro con l’opera può generare nuove domande, percezioni e possibilità di relazione.

Manibus Exhibition – Attraversamenti prende questo nome perché invita la scultura a sostare, insieme ai viaggiatori, nel luogo di transito per eccellenza. Le opere non fermano il viaggio, ma ne modificano per un momento il ritmo: interrompono la continuità del percorso, catturano lo sguardo e rendono più intenso il rapporto con lo spazio. Il visitatore le incontra mentre attende, attraversa, si dirige verso una destinazione: l’esperienza artistica, pensata come un circuito dislocato, si inserisce così nel viaggio, aprendovi una breve pausa.

Le opere di Dario Agrimi, Pietro De Scisciolo e Christian Loretti (gli artisti che espongono le loro opera nell’aeroporto di Bari) si incontrano senza perdere la propria autonomia.

In “L’ascesa e Limbo”, Agrimi suggerisce un immaginario di slancio e sospensione, attraversato da tensioni tra elevazione e immobilità. Il suo lavoro chiama in causa la presenza e l’identità, lasciando aperta la domanda su ciò che si manifesta e su ciò che resta enigmatico. Il suo percorso suggerisce così un immaginario instabile, in cui slancio e ambiguità convivono.

De Scisciolo, invece, accosta l’urgenza quotidiana a una tensione verso l’altrove, facendo convivere il limite e il desiderio di oltrepassarlo introducendo invece una dimensione simbolica e spirituale. In questa varietà convivono leggerezza e tensione, immediatezza e risonanza, riferimenti terreni e aspirazione verso l’alto come in “Non ho più tempo” e “Ti porto il cielo”. Il suo lavoro amplia così il campo della mostra, facendo dialogare elementi familiari con richiami di più ampia portata.

Opere come “Protome taurina” e “Spigadorsale” di Loretti, infine, richiamano invece la concretezza del corpo e della forma, invitando a misurarsi con la presenza plastica. La sua ricerca indica una direzione che attraversa il corpo, la struttura e la figura, facendo emergere una tensione tra riconoscibilità e trasformazione. Nella mostra offre un contrappunto di concretezza: la forma sembra affermarsi nello spazio, chiamando lo spettatore a misurarne la presenza.

IMG 20261107 WA0062Le differenze tra i tre artisti sono parte essenziale del progetto. Cambiano il tono, il modo di avvicinarsi alla figura e alla materia, la qualità emotiva suggerita dalle opere. La mostra non ricompone queste distanze in un linguaggio unitario: le mette in relazione, lasciando che ciascuna voce risuoni accanto alle altre. Una possibile affinità emerge proprio da questo confronto: le opere abitano, ciascuna a modo proprio, una soglia, trasformando ciò che appare familiare e aprendo lo sguardo a nuove possibilità.

L’aeroporto di Bari amplifica questo dialogo. In un luogo organizzato intorno alla partenza e alla destinazione, le sculture introducono una presenza che trattiene senza interrompere il cammino. Diventano pause, punti di orientamento, occasioni inattese d’incontro. “Attraversamenti” trova così la propria traiettoria nella tensione tra movimento e permanenza, tra voci distinte e risonanze comuni: là dove il transito, per un istante, si fa esperienza.



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