La scena immortalata a Caserta da Marco Palma è meno infrequente di quanto si possa credere. In tutta Italia.
La protesta dei tir va avanti, in Puglia è il dodicesimo giorno,
Oggi si tiene una seduta del Consiglio dei ministri. In programma il varo di un decreto per l’autotrasporto.
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Sempre da Caserta traiamo e copiamo pari pari quanto scrive Gianluca Panucci. Che ricorda essere, il pieno di benzina, un problema. E tutti gli altri?
Ok, adesso stanno iniziando i disagi veri. Benzina finita, scaffali vuoti, le mie bambine che cominciano a fare domande e io che provo a trovare le parole per rispondere.
È adesso che la protesta comincia a farsi sentire davvero.
Il problema è che probabilmente finirà quando gli autotrasportatori avranno ottenuto risposte alle loro richieste. Risposte che potrebbero fare bene anche a tutti noi, se arriveranno tagli alle accise o altre misure per contenere il prezzo del carburante.
Ma perché fermarsi lì?
Questa protesta dovrebbe andare avanti finché non si metterà mano anche alle pensioni, alle tasse sul lavoro, alle imposte sui redditi e a tutto ciò che sta impoverendo chi lavora, paga e cerca semplicemente di mantenere una famiglia.
Perché il problema non è soltanto quanto costa fare il pieno. È quanto resta per vivere dopo aver pagato tutto il resto.
Non possiamo continuare ad accettare che lavorare una vita intera non basti più per vivere con dignità.








