Nel social network l’architetto “progettista definitivo ed esecutivo” del recupero dell’ex mattatoio comunale a Martina Franca dice, a commento di una notizia, che (secondo il comitato locale di Futuro nazionale) “presenti difformità dal proprio progetto mai approvate mediante variante in corso d’opera; richiama la natura di bene di archeologia industriale e il vincolo paesaggistico dell’area, sostenendo che le variazioni avrebbero richiesto nuovi assensi della Soprintendenza e una nuova approvazione del responsabile del procedimento. Afferma inoltre che i soggetti incaricati della direzione lavori e del collaudo avrebbero consentito e collaudato una realizzazione difforme dall’esecutivo approvato, dalla quale prende le distanze.” Secondo quel comitato le affermazioni dell’architetto Giancarlo Mastrovito sono “gravissime, provenienti da un professionista indicato anche dal Comune come autore del progetto. Ove confermate, investirebbero la corretta esecuzione di un’opera pubblica,
l’effettività dei controlli e la tutela del patrimonio comunale, con possibili conseguenze sulla regolarità
della spesa. Proprio per la loro gravità, chiediamo un riscontro tecnico documentato che accerti i fatti
e le eventuali responsabilità.” L’elenco di difformità paventato è piuttosto lungo.
La richiesta di apertura di un’istruttoria è considerata urgente dagli istanti. Anche perché oggi l’ex mattatoio ristrutturato viene inaugurato.(ore 17,30) presente il sindaco Gianfranco Palmisano. In queste stesse ore un deputato di Futuro nazionale, Rossano Sasso, predispone un’interrogazione parlamentare. Della questione sono stati informati, come destinatari del documento di Futuro nazionale, lo stesso sindaco, vari amministratori pubblici, l’organismo tecnico comunale, la sovrintendenza ai beni architettonici, artistici, archeologici e storici in cima alla lista, il settore urbanistica della Regione Puglia e appunto Sasso.
Come è stato realizzato, insomma, questo lavoro? Che per il momento passa dal social network all’interrogazione parlamentare. Bel salto. Il progettista che ha sviscerato le mancanze da lui considerate tali, non c’è motivo per dubitare che lo abbia fatto con documenti ufficiali prima che su facebook.









