rendimentogold

basilepiccolo

Fritrak - Trasporto acqua


Turi premia Oronzo Canà Oggi la targa a Lino Banfi su iniziativa del figlio di Oronzo Pugliese

WhatsApp Image 2026 08 25 at 12.10.05 (1)

Contattato dal figlio di Oronzo Pugliese, sulle prime Lino Banfi non riconoscendolo gli aveva chiesto chi fosse. Poi ha accettato di buon grado la proposta che il il figlio del mago di Turi gli aveva fatto: l’allenatore nel pallone, il suo personaggio, è ispirato a mio padre, venga a prendersi un premio.

E così oggi in piazza a Turi viene consegnata a Lino Banfi, ovvero ad Oronzo Canà, una targa per avere interpretato quel film. Per avere dato vita ad una figura di allenatore di calcio preparato e fuori dagli schemi, proprio come era Oronzo Pugliese, il mago di Turi.

—–

Di Agostino Convertino:

Moltissimi film esordiscono con il disclaimer “ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale. Nel caso de “L’Allenatore nel Pallone (1984, regia di Sergio Martino con Lino Banfi protagonista nei panni dell’allenatore Oronzo Canà)” la realtà ha superato la fantasia e ha addirittura consacrato la pellicola nell’olimpo dei film di culto. La storia si ispirava – molto liberamente – alla figura dell’allenatore Oronzo Pugliese (Turi, 1910-1990).

WhatsApp Image 2026 08 25 at 12.10.05 (2)Per suggellare il connubio tra queste due eccellenze della pugliesità occorreva l’imprimatur che solo uno di famiglia poteva apporre: il figlio del compianto Oronzo, Matteo Pugliese, che preserva il ricordo dell’avventura umana e sportiva di una figura entrata nella mitologia del calcio spinta da una narrazione messianica. Pugliese – nomen omen – e murgese fino all’ultima cellula, il Maestro emanava un certo carisma amplificato da un eloquio personalissimo che spiazzava la comunicazione stantia dei giornalisti sportivi dell’epoca. Nella trasposizione cinematografica, il grande Lino Banfi estremizza questo aspetto del suo omologo con la celeberrima “bi-zona 5-5-5”, coniando un neologismo che ancora oggi – dopo decenni – tiene banco nella vulgata pallonara.

Mister Pugliese era capace di spremere il massimo dai suoi atleti, talvolta anche di più, al punto di essere universalmente riconosciuto come Il “Mago di Turi”, profeta di un calcio pragmatico che, con decenni di anticipo, si faceva beffe del calcio moderno in cui si comunica con la mano davanti alla bocca per impedire la lettura del famigerato labiale. Comunicava coi suoi atleti con energia sovrumana, correndo avanti e indietro  lungo la linea del fallo laterale, impartendo – in piena corsa – indicazioni di gioco. Eseguiva,  impermeabile ai giudizi esterni, i suoi riti apotropaici  con esorcismi rurali contro il malocchio. Solo un grande attore come l’andriese Pasquale Zagaria poteva affrontare un personaggio così complesso cogliendone le sfumature più autentiche. Si insinua il pensiero che il grande filosofo francese Jean Paul Sartre, nel definire il calcio “una metafora della vita”, si ispirasse proprio al taumaturgo di Turi.

Dal canto suo, Oronzo Canà ha carpito – con grande intelligenza artistica – la simpatia del pubblico con la comicità rassegnata del coach consapevole della scarsità di risorse della sua SS Longobarda del patron Sperindio Borlotti: ogni partita era uno scontro biblico “Davide vs Golia” in cui faceva capolino il famoso “calcio motivazionale” di Oronzo Pugliese. Il calcio provinciale contrapposto a quello scintillante delle grandi, infarcito di milioni ed eletto a fenomeno globale per eccellenza. Oronzo Canà ha esaltato il calcio della resilienza, delle marcature asfissianti come categoria dello spirito di sopravvivenza, del contropiede elevato a sublime espressione artistica.

La Città di Turi, la famiglia di Oronzo Pugliese, Lino Banfi e il popolo del calcio si radunano questa sera – presso Piazza Silvio Orlandi alle ore 19.30 – per conferire all’artista il “Premio Oronzo Pugliese” chiudendo finalmente un cerchio aperto da troppo tempo tra due figure capaci –ancora oggi – di infiammare l’immaginario popolare. Appaiare i due grandi personaggi significa sommare – non algebricamente – la loro popolarità nel segno dei valori che rappresentano: l’umanità sorretta da grande etica professionale, la simpatia travolgente, l’attaccamento alle proprie radici, il rispetto degli altri. Auguri, Oronzo! Auguri, Lino!



Fritrak - Trasporto acqua




Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *