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Martina Franca: autismo grave, bimbo di tre anni e mezzo aspetta da quindici mesi la risonanza. Avvocato della famiglia, appello a Decaro La richiesta del centro specializzato di Mottola all'Asl Taranto ancora non risolta. Il gemello ha ottenuto l'esame necessario presso l'Asl Bari

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Le relazioni “descrivono per entrambi un disturbo complesso del neurosviluppo”. Lo scrive l’avvocato Enrico Pellegrini che la famiglia dei bambini, tre anni e mezzo, di Martina Franca, ha incaricato di venire a capo di questa enorme difficoltà. Il bimbo affetto dalla forma di autismo a livello massimo necessita di una risonanza magnetica, il fratellino ha ottenuto l’esame solo nei mesi scorsi presso l’Asl Bari ma solo perché in quel contesto si trovava a causa di un ricovero. Ma la richiesta da parte del centro autismo territoriale di Mottola risale a maggio 2025. Il legale della famiglia ha scritto oggi ad Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia. Una denuncia della situazione ma soprattutto un appello, il giorno dopo quello che un tredicenne tarantino aveva inviato al presidente della Puglia per sollecitarlo sulla questione ambientale riguardante l’ex Ilva e la sospensione dell’area a caldo del siderurgico, decretata dal tribunale di Milano.

Venendo al bimbo di tre anni e mezzo di Martina Franca: come detto, il centro autismo territoriale di Mottola (Cat) ha inoltrato la richiesta di risonanza magnetica all’Asl Taranto a maggio 2025. Da allora non è successo niente. È stata richiesta dall’ente alla famiglia una certificazione pediatrica (“inutile”, scrive l’avvocato) ad ulteriore supporto della richiesta del Cat di Mottola, ed è stata prodotta anche quella, a maggio scorso.

Ora è stato ritenuto inevitabile, dalla famiglia del bimbo, rivolgersi ad un legale per cercare di vedere svolta la risonanza magnetica.

Enrico Pellegrini al presidente della Regione Puglia, oltre a dettagliare la situazione e a prospettarne gli aspetti giudiziari, evidenzia che “questa non è una richiesta di raccomandazione, non è la domanda di una corsia preferenziale e non è l’invito alla politica a sostituirsi ai medici. È una richiesta pubblica di vigilanza istituzionale. Le chiedo, nella Sua qualità di presidente della Regione Puglia e di presidente dell’Unità di crisi in materia sanitaria, di vigilare affinché il Servizio sanitario regionale dia conto del percorso riservato a due fratellini di appena tre anni e degli accertamenti prescritti che, dopo un’attesa lunghissima, risultano ancora incompleti. Lei ha oggi la possibilità di dimostrare che ascoltare non significa raccomandare qualcuno ma vigilare sul sistema affinché funzioni per tutti.”

 

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