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Caldo: ancora 19 città campione in codice rosso, fra queste Bari. “La rottura dell’estate si complica” Ministero della Salute, bollettino ondate di calore

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Anche oggi 19 città campione su 27 in tutta Italia sono in allerta massima per le ondate di calore, secondo il bollettino del ministero della Salute. Fra queste Bari.

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Di seguito un comunicato diffuso da Tempo Italia:

Temporali di Ferragosto

Arrivano i temporali e il tempo dovrebbe cambiare: questo nel dopo Ferragosto. Per quanto riguarda la data, però, si va sull’approssimazione. Sì, non si può definire con esattezza il giorno in cui avremo un cambio delle condizioni atmosferiche, perché i modelli matematici tentennano. Addirittura nell’ultimissima emissione del Centro Meteo Europeo, proprio nelle date in cui prospettava una riduzione della temperatura, fa emergere un fortissimo anticiclone sull’Italia o, meglio, una pulsazione: la possiamo definire così, nella lunghissima ondata di calore iniziata sostanzialmente a maggio.

Che cosa potrebbe accadere, dunque? Secondo il Centro Meteo Europeo, una bolla dal Nord Africa si dirigerebbe verso l’Italia, questa volta soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, portando un fine agosto – in particolare dal 22-25 agosto – con temperature altissime. Un po’ diverso il discorso sul Nord Italia, che stavolta dovrebbe essere meno interessato, pur con valori fortemente superiori alla media. Una lettura che ricalca quanto già emerso nell’analisi di TempoItalia sul possibile stop dell’anticiclone.

 

 

Il modello americano vede l’aria oceanica che ci ricorda il distruttivo Derecho in Corsica

Andiamo a vedere a questo punto che cosa dice il centro di calcolo americano. Il centro americano ha un’idea totalmente diversa: sul lunghissimo termine conferma la discesa di aria oceanica, un’intrusione nel vero senso del termine, che andrebbe a toccare il nord della Penisola Iberica, le Isole Baleari e penetrerebbe attraverso la Porta di Carcassonne e il Golfo del Leone verso il Mare di Sardegna.

Una situazione meteorologica pericolosissima, devo dire, perché in tempi recenti in Corsica si è abbattuto un fenomeno atmosferico chiamato Derecho, cioè una sorta di area temporalesca che ha la forza di un uragano. In Corsica si toccarono raffiche prossime ai 225 chilometri orari e all’aeroporto di Ajaccio alcuni aerei furono addirittura capovolti: un vento accompagnato dal temporale, quei venti discendenti dalla colonna di rovesci di pioggia del grosso ammasso temporalesco. Purtroppo quel sistema causò diverse vittime in Corsica, ma poi anche in Italia, percorrendo centinaia di chilometri fino all’Austria. Da noi si ebbero grandinate devastanti sulla Liguria orientale, trombe d’aria e raffiche di vento sulla Toscana: insomma, una situazione estrema.

 

 

Questa volta, però, rispetto al giorno in cui avvenne il Derecho, la situazione è peggiore. E sì, perché il mare delle Baleari presenta attualmente 33°C nelle acque superficiali, cioè ha almeno 3-4°C in più rispetto ad allora: dispone quindi di una riserva di energia superiore. Se fosse confermata la previsione del modello matematico americano, insomma, ci sarebbe veramente da stare molto attenti. Ovviamente siamo di fronte a previsioni a lunghissimo termine, perché qui andiamo sulle due settimane, e in due settimane tutto può cambiare. E poi, come ho detto prima, il modello europeo è di tutt’altro avviso, anzi opposto, perché ci dice che arriverà un caldo ancora peggiore.

 

 

Un’ondata di calore che dura da maggio

Qui si ha l’impressione che sia molto difficile uscire da questa lunghissima scia di ondate di calore a catena che ci interessano ormai da maggio. Un’ondata di calore che abbiamo avuto persino a Pasqua e a Pasquetta, se ricordate, con temperature già elevate pure allora. Insomma, stiamo vivendo una serie di situazioni meteorologiche straordinariamente eccezionali, tutte indirizzate verso il caldo.

Quest’anomalia climatica deriva in parte dal Riscaldamento Globale, ma anche da una sinottica atmosferica, cioè una configurazione delle masse d’aria che per l’Italia e l’Europa occidentale è sfavorevolissima. Non è detto che questa poi prosegua: durante la prossima estate, per esempio, potrebbero esserci condizioni meno penalizzanti, anche se tendenzialmente ci ritroviamo ormai queste configurazioni ogni anno e sembra ormai una situazione conclamata, cioè che si manifesta ripetutamente durante le stagioni estive. E questo si chiama Cambiamento Climatico: un cambiamento molto accentuato sull’Europa, tanto che il nostro continente viene definito hotspot climatico. Devo dire che a livello globale ne abbiamo anche altri, ad esempio tutto il Mar Glaciale Artico con la Groenlandia, come spiegato nell’approfondimento di TempoItalia su quanto rapidamente si scalda il Mediterraneo.

 

 

La rottura stagionale è meno probabile di 48 ore fa

Tornando però a casa nostra, questa rottura della stagione estiva va ancor peggio rispetto a come sembrava precedentemente, nel senso che la conferma dell’evento non c’è, anzi ce n’è ancor meno rispetto a come vedevamo le cose 24-48 ore prima. Questo perché un autorevolissimo modello matematico, quello europeo, traccia una tendenza completamente diversa rispetto a quello americano.

Allora cerchiamo di capire bene che cosa potrebbe succedere, anche perché i modelli matematici nel lunghissimo termine vanno considerati esclusivamente come linee di tendenza. Innanzitutto nessun allarme: non ci saranno nuovi Derecho con certezza, ma potrebbero verificarsi. Considerate che il Mar Mediterraneo, soprattutto centro-occidentale, i nostri mari ma anche quelli più a sud dello Ionio e del Levante, hanno temperature molto elevate. Siamo in un punto critico, perché registriamo valori da mari tropicali. E non solo sulla terraferma: stiamo raggiungendo temperature altissime in modo costante, con umidità molto elevata e minime esageratamente alte, un quadro descritto anche nell’analisi di TempoItalia sul caldo che rilancia fino a 42°C.

 

 

Attenzione alle app meteo: i temporali improvvisi in montagna

Ecco un aspetto che non sarà affatto trascurabile. Chi non segue la metodologia scientifica ma va a vedere le varie app meteo in modo superficiale osserverà che qua e là ci saranno dei temporali. E sì, i modelli matematici – ad esempio quello tedesco, quello francese e anche uno italiano – indicano che in Italia avremo nei prossimi giorni dei temporali, eppure ci sarà un aumento progressivo della temperatura e un incremento della pressione atmosferica in quota.

Attenzione, come dicevamo anche in altri articoli: quel che conta in queste circostanze è soprattutto la pressione atmosferica in quota, perché non è l’alta pressione al suolo a dirmi che tempo farà. Proprio per questo serve una spiegazione. Se andate a consultare le varie app meteo e il tempo previsto, magari attraverso il pc, insomma tutti i dispositivi che trasmettono previsioni del tempo, osserverete qualcosa che nel dettaglio può risultare diverso rispetto a quello che poi troverete nella realtà: il temporale che non era previsto. E questo può essere molto pericoloso, per esempio per chi decide di fare escursioni in montagna o nei boschi, sulle Alpi e sull’Appennino, perché ci possono essere temporali non previsti, improvvisi, violentissimi, capaci di disorientare e creare problemi seri, come ricordato anche nel pezzo di TempoItalia su grandine e temporali sotto l’anticiclone.

 

 

Considerate anche il fatto che con queste alte temperature c’è una fortissima situazione di contrasti termici: le nubi salgono ad altissima quota, superando anche i 12-13 chilometri di altezza, si formano grossi chicchi di grandine e quindi possono cadere violente grandinate, oltre a nubifragi localizzati. E abbiamo visto i nubifragi che si sono verificati recentemente tra Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. La Valle d’Aosta è sempre una regione piuttosto a rischio in merito al dissesto idrogeologico, viste le montagne altissime che si ritrova, così un po’ come tutte le Alpi.

Tra le altre cose, l’aspetto peggiorativo di tutto questo è il fatto che non piove: i terreni sono asciutti, arsi dal sole, e quindi impermeabili. Quando si verificano violenti rovesci di pioggia, l’acqua tende a scivolare verso valle, verso le aree dove si accumula, e si creano dei torrenti che praticamente compaiono solo in occasione di queste piogge violente. Torrenti che possono poi procurare seri problemi a chi si trova in zona. Ecco perché, soprattutto nelle zone montane, occhio ai temporali. E occhio anche a tutti coloro che fanno campeggio: lo dico ogni anno, non piantate la tenda vicino a corsi d’acqua asciutti o in quelle aree che sembrano bacini di raccolta di eventuali precipitazioni torrenziali, cioè avvallamenti e rigagnoli asciutti tutto l’anno che diventano colmi d’acqua in caso di violenti rovesci. Possono procurare guai davvero molto seri.

 

 

Temperature folli verso i 42°C e umidità in ulteriore aumento

Tornando un po’ a tutta questa situazione, ciò che si vede in questa linea di tendenza è un’estate assolutamente assurda per quanto riguarda l’Europa e anche l’Italia, e abbiamo parlato di previsioni con temperature folli. Devo dire che non si può usare altra definizione, perché comunque sono valori che si innalzano nuovamente verso i 40°C in alcune località, mentre mediamente ci si avvicina ai 40°C un po’ dappertutto e in talune zone si può arrivare a 42°C. Ma sapete, andare a mirare con i modelli matematici la temperatura esatta non è così semplice: ci possono essere picchi anche superiori ai 42°C.

Altra cosa: l’umidità atmosferica tenderà nuovamente a crescere, stavolta con picchi maggiori rispetto all’evento precedente, che non era un’altra ondata di calore perché è sempre la stessa, una pulsazione dell’ondata di calore in corso. Noi non siamo mai scesi a temperature nella media, e nemmeno sotto la media, per poter dire di aver avuto un refrigerio: abbiamo un continuo, lungo evento di ondata di calore, e questo lungo evento ha delle pulsazioni, cioè dei rallentamenti con valori sopra la media e delle fasi di picco con valori che salgono sensibilmente sopra la media, come già anticipato nella diagnosi di TempoItalia sul dopo Ferragosto secondo il Centro Meteo Europeo.

 

Una situazione veramente antipatica che, tra le altre cose, crea anche problemi di mobilità, perché a causa del gran caldo moltissimi di noi regolano le uscite all’aperto e praticamente ci stiamo bruciando l’estate, il bel tempo, la possibilità di stare all’aria aperta. Fa troppo caldo soprattutto nelle ore centrali, ma già dalla tarda mattinata si soffre parecchio. Certo, ci rimane la notte, ma non dappertutto, perché se andiamo al Nord Italia, con l’aria continentale, ben oltre il tramonto e fino a mezzanotte ci sono temperature decisamente superiori ai 30°C.

Ci stiamo abituando a questo gran caldo, tutto sommato, però non è neanche positivo: quando torneranno temperature più accettabili, anche sotto la media, patiremo parecchio il freddo, perché il freddo è una percezione, così come lo è il caldo. Insomma, per concludere: rottura dell’estate incerta.



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