Di Nino Sangerardi:
La Sezione controllo Enti della Corte dei Conti ha approvato, (delibera n. 83/2026) la relazione sulla gestione 2024 di ENI s.p.a.: azienda globale dell’energia che svolge attività di esplorazione, estrazione, produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti energetici, impegnata anche nello sviluppo di processi di economia circolare.
A fine 2024 il Gruppo ENI s.p.a. è presente in 64 Paesi con 32.492 dipendenti, di cui 31.669 in società integralmente consolidate (21.688 in Italia, pari al 68%, e 9.981 all’estero, pari al 32%). Nello stesso periodo la Società controlla, come capogruppo, 479 società (115 in Italia e 364 all’estero), detenendo partecipazioni in ulteriori 153 società controllate congiuntamente, di cui 32 in Italia e 121 all’estero, nonché 23 partecipazioni rilevanti (4 in Italia e 19 all’estero).
La composizione dell’azionariato di ENI è la seguente : Cassa Depositi e Prestiti 28,5%, Ministero Economia e Finanze 2%, ENI 6,18%, Altri 63,32%.
I risultati anno 2024 si collocano “in un contesto caratterizzato da volatilità e debolezza delle quotazioni delle principali materie prime: il Brent si attesta, in media, a 81 dollari/barile (83 dollari/barile nel 2023) in uno scenario di sostanziale equilibrio tra domanda e offerta. Il mercato globale del gas risente della fase di rallentamento economico e di un surplus di offerta; la stagione invernale 2024-2025 mostra segnali di tensione sull’approvvigionamento. Nell’esercizio in esame, le quotazioni del gas naturale, presso gli hub europei, registrano un valore medio di circa 35 €/MWh, in diminuzione del 15% rispetto al 2023”.
Il patrimonio netto di ENI, pari a 50.735 milioni, è in calo (-0,56%) sui 51.019 milioni del 2023. Il Gruppo Eni evidenzia un utile netto di 2.764 milioni, in forte riduzione (-43,13%) rispetto al precedente esercizio (4.860 milioni).L’utile operativo rettificato, pari a 10.348 milioni, presenta una diminuzione di 3.457 milioni. I ricavi della gestione caratteristica 2024 (88.797 milioni) sono in decremento del 5,25% sul 2023 (93.717 milioni), mentre l’utile netto , di competenza degli azionisti Eni (2.624 milioni), si riduce di 2.147 milioni rispetto al 2023.
Nel 2024, il flusso di cassa netto da attività operativa (13.092 milioni) è in calo (-2.027 milioni) e include 1.946 milioni di dividendi incassati dalle partecipate. L’indebitamento finanziario netto, a fine esercizio, è pari a 18.628 milioni (+2.393 milioni). I debiti finanziari e obbligazionari ammontano a 30.390 milioni, di cui 8.820 a breve termine (comprensivi delle quote dei debiti finanziari a lungo termine, in scadenza entro 12 mesi, pari a 4.582 milioni di euro) e 21.570 milioni a lungo termine.
“Il patrimonio netto consolidato (55.648 milioni)– scrive la Corte dei Conti– segna una crescita (+3,74%) sul precedente esercizio (53.644 milioni). Di rilievo due società, Enilive e Plenitude, che hanno ormai acquisito significative quote di mercato e per le quali viene ora offerta la rappresentazione su base pro-forma , indice di una loro maturità economico-patrimoniale. I risultati finanziari 2024 risentono del difficile governo dei prezzi e delle incertezze internazionali, con conseguente esigenza di salvaguardare le riserve energetiche nazionali”.
Il documento dei Giudici contabili è stato inviato ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati.






