Di seguito il comunicato:
Si chiama Ina, è una piccola e intraprendente Nottola di Leisler, scientificamente Nyctalus leisleri, che dopo essere partita dalla Toscana e con due brevi soste in Emilia-Romagna e Lombardia, ha superato l’arco alpino ed è stata tracciata fino in Germania, a sud-ovest di Monaco di Baviera. A individuare la rotta del suo lungo volo un progetto di monitoraggio dei chirotteri, portato avanti dagli scienziati dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iret), del National Biodiversity Future Center (NBFC) e di Oasi Dynamo, riserva naturale privata, affiliata WWF, da cui è partita.

Il monitoraggio è stato reso possibile grazie all’applicazione di piccoli geolocalizzatori sugli animali studiati nell’ambito delle attività di ricerca portate avanti presso le bat-box di Oasi Dynamo. Il segnale trasmesso da Ina si è successivamente interrotto a causa della limitata durata delle batterie dei dispositivi, che pesano meno di 1 grammo e mezzo e garantiscono un’autonomia di circa 30-40 giorni. Nonostante ciò, il dato raccolto rappresenta una conferma eccezionale della capacità della specie di attraversare le Alpi durante i propri spostamenti stagionali.
Da oltre un anno il progetto di monitoraggio si avvale di questa tecnologia innovativa per approfondire lo studio della Nottola di Leisler, una specie considerata migratrice ma ancora poco conosciuta sotto il profilo delle rotte e delle abitudini di movimento. Recentemente, il lavoro di ricerca si è concentrato in particolare sulle femmine, ritenute dagli studiosi protagoniste dei principali spostamenti migratori legati alla riproduzione.

Le destinazioni precise e i percorsi seguiti da questi pipistrelli restano tuttavia ancora in gran parte sconosciuti. Per questo motivo, il tracciamento di Ina apre nuove prospettive nello studio delle migrazioni dei chirotteri e contribuisce ad ampliare le conoscenze scientifiche su una delle specie più affascinanti e misteriose della fauna europea, contribuendo alla conservazione di questi animali ancora così poco conosciuti.
“Il tracciamento di Ina – raccontano Giulia Santalmasi e Matto Bianchi, referenti del progetto di Oasi Dynamo – segna un passaggio importante per le attività di monitoraggio che stiamo portando avanti. Quella dei chirotteri è una specie considerata migratrice, ma le sue rotte e le sue abitudini di spostamento sono ancora in gran parte sconosciute.
Il lavoro svolto, ci consente di raccogliere informazioni preziose su una fase della vita di questi animali molto difficile da osservare direttamente. Concentrarsi sulle femmine è particolarmente importante, perché sono loro a compiere gli spostamenti più significativi legati alla riproduzione e alla ricerca di aree favorevoli per il parto e l’allevamento dei piccoli.
Questo risultato conferma il valore delle attività di ricerca condotte in Oasi Dynamo e rafforza la necessità di studiare e tutelare i chirotteri non solo come specie presenti in un singolo territorio, ma come animali legati a reti ecologiche molto più ampie, che attraversano regioni, paesaggi e confini nazionali.”
Nel frattempo, a Oasi Dynamo ha preso vita un nuovo Centro Visite, che sta diventando un luogo di riferimento per la ricerca scientifica e l’educazione ambientale. Il centro ospiterà residenze per studiosi, progetti di studio, attività didattiche rivolte alle scuole di tutto il territorio nazionale, esperienze di ecoturismo e incontri divulgativi aperti alla comunità locale.






