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“Chiamatemi Francesco” ci porta a ricordare l’essenza della chiesa di Bergoglio che superò la dittatura Film di Daniele Luchetti

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Per commemorare papa Bergoglio è stato trasmesso oggi pomeriggio su Retequattro “Chiamatemi Francesco”. Che non è una specie di festa per un trionfo dell’arrivo al papato ma documenta essenzialmente i primi decenni di sacerdozio di Bergoglio, in particolare nell’Argentina che era sotto la dittatura di Jorge Videla (pure aiutato nel golpe dalla criminale loggia P2, gentaglia italiana, andatevi a leggere l’elenco, guidata dal peggiore, Licio Gelli. Per non dire chi altro fosse iscritto). Una dittatura capace delle cose più esecrabili che si possano immaginare, che Jorge Mario Bergoglio fronteggiò con coraggio e non senza qualche inevitabile limite.
Il film di Daniele Luchetti, che fra gli interpreti annovera in una particina anche un protagonista di “Don Matteo”, è un documento importante, di storia contemporanea, che ci fa capire il continuo incessante richiamo del pontefice massimo Francesco alla povertà. “Dov’è mio fratello?”

Trasmetterlo in prima serata sarebbe stato meglio ma è già qualcosa averlo comunque mandato in onda.
Da far vedere nelle scuole e da analizzare con senso critico. 



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