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Lecce: oggi “Acqua in bocca” Astràgali teatro

locandina 13 aprile 2026

Di seguito il comunicato:

I temi di grande attualità tornano protagonisti nella Sala Astràgali di Lecce, dove lunedì 13 aprile, alle 19, si tiene la presentazione di “Acqua in bocca”, promossa da Amnesty International di Lecce in collaborazione con Astràgali Teatro.

L’incontro prevede la proiezione del docufilm realizzato dalle giornaliste Dora Farina e Marianna Donadio, le quali indagano sul legame tra risorse idriche, guerra e giustizia climatica, che intreccia giornalismo, attivismo e movimenti per il clima. L’inchiesta si basa soprattutto sui rapporti tra la compagnia idrica israeliana Mekorot e l’azienda partecipata romana Acea, attraverso testimonianze dirette da Gaza e dalla Cisgiordania, che includono voci di esperte, attiviste, politici e parlamentari. Dopo la proiezione, il pubblico ha la possibilità di discutere sulla questione affrontata in questo coraggioso lavoro confrontandosi con le stesse autrici.

“Acqua in bocca”, vincitore del Premio Libera Giovani 2025 e finalista del Premio Roberto Morrione, porta lo spettatore all’interno della crisi umanitaria a Gaza, tra le conseguenze gravi della mancanza di acqua potabile e le dinamiche di potere legate alla gestione delle risorse.

Dora Farina e Marianna Donadio utilizzano questa inchiesta per porre interrogativi importanti: “Può l’acqua essere un’arma? La risposta è sì, ed è quello a cui assistiamo da tempo in Palestina, dove l’acqua è diventata uno strumento di guerra. I continui attacchi indiscriminati da parte di Israele hanno compromesso il sistema idrico e fognario, le sorgenti sono inquinate dai bombardamenti, e le restrizioni sull’elettricità e sulla distribuzione dell’acqua impediscono il funzionamento dei sistemi di pompaggio, aggravando la crisi umanitaria. Assetare la popolazione palestinese è parte di un sistema costruito nel tempo e di cui l’Italia, ancora una volta, è complice. Pensando proprio al ruolo italiano, può una società pubblica, controllata dall’amministrazione, impedire l’accesso a documenti che regolamentano rapporti con chi viene accusato di violare i diritti umani più elementari?”.

Il docufilm è un viaggio dentro la sete e dentro il silenzio: quello di chi non può parlare e quello di chi sceglie di non rispondere.

 

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