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Bat, accuse: indebita compensazione di crediti d’imposta fittizi e riciclaggio, un arresto e sequestri per oltre un milione di euro Guardia di finanza

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Di seguito un comunicato diffuso dalla Guardia di finanza:

La Procura della Repubblica di Trani ha chiesto ed ottenuto un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare
in carcere ed un decreto di sequestro preventivo per equivalente, con indagini affidate ai Finanzieri del Comando
Provinciale di Barletta Andria Trani; i provvedimenti sono stati adottati nei confronti dei rappresentanti, di fatto
e di diritto, di una società del settore edilizio, a fronte di una contestata indebita compensazione di crediti fiscali
fittizi relativi al c.d. “Bonus Renzi”, per un valore complessivo superiore ad 1 milione di euro, peraltro oggetto di
riciclaggio.
Le indagini di polizia giudiziaria che hanno determinato l’esecuzione dei citati provvedimenti cautelari traggono
origine da una mirata attività di polizia economico-finanziaria svolta dai militari del Gruppo Barletta, che ha
permesso di accertare un articolato disegno criminoso basato sulla creazione di crediti d’imposta fittizi relativi al
c.d. “Bonus Renzi” in capo ad una società gestita/controllata dagli organizzatori della frode, portati
indebitamente in compensazione di reali debiti tributari mediante la presentazione di appositi modelli F24.
Crediti IRPEF inesistenti, creati attraverso fittizie applicazioni del citato Bonus in busta paga dei propri
dipendenti.
L’ammontare del risparmio d’imposta, superiore al 1 milione di euro, è stato autoriciclato in altre attività
imprenditoriali direttamente/indirettamente riconducibili ai due indagati, in modo da ostacolare concretamente
l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
Sulla base del quadro indiziario raccolto dalla Guardia di Finanza, la Procura della Repubblica di Trani ha:
a. richiesto una misura cautelare personale nei confronti del principale indagato, ritenuto il dominus delle
operazioni delittuose, che è stato sottoposto ad interrogatorio preventivo. All’esito dello stesso, il Tribunale di
Trani, Sezione GIP, ha accolto la richiesta formulata dal Pubblico Ministero, disponendo la custodia in carcere
del predetto indagato, esistendo il concreto e attuale pericolo di reiterazione delle medesime fattispecie di reato,
poiché già gravato da numerosi precedenti giudiziari di natura penal-tributaria;
b. ottenuto il sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca, quale “pretesa erariale” sulle
disponibilità liquide, beni mobili e immobili nella disponibilità dei due indagati, per un ammontare di poco
superiore al milione di euro. In sede di esecuzione sono stati sequestrati n. 1 immobile, n. 5 autovetture, 32 conti
correnti e partecipazioni societarie.
Durante le attività investigative gli investigatori hanno rinvenuto e intercettato documentazione commerciale e
telematica da cui è stato possibile far emergere il rapporto di subordinazione dell’amministratore di diritto
rispetto a quello di fatto; evidenze che hanno permesso di contestare in capo ai due indagati ipotesi di reato, in
concorso tra loro, di natura penale e penal-tributaria, ovvero l’indebita compensazione di crediti di imposta
fittizi, il riciclaggio e l’autoriciclaggio.
L’attività delegata alla Guardia di Finanza da parte della Procura della Repubblica di Trani, mira a rafforzare
l’azione di contrasto del Corpo ai contesti di illegalità economico finanziaria connotati da maggiore gravità, a
tutela del corretto funzionamento del sistema finanziario “sano” e della leale concorrenza tra imprese oneste e
nel rispetto delle reali necessità di sostegno al reddito delle fasce meno abbienti e in difficoltà della società.
È necessario ricordare che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la
responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile
di condanna.


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