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Abruzzo: la frana di Silvi fa paura Case sgomberate

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Alcune immagini, per cui ringraziamo Sigea, delle conseguenze della frana di Silvi. Nella località del teramano, in cui un primo cedimento si verificò il 25 gennaio, la situazione si è aggravata nelle ultime ore, anche a causa delle forti precipitazioni. Case danneggiate e sgomberate, con non poche famiglie che hanno trascorso altrove la notte e vengono sistemate in alloggi alternativi. Danni anche a varie strade, per il cedimento del terreno.

Di seguito un comunicato diffuso da Sigea, Società italiana di geologia ambientalr:

“Siamo sulla frana di Silvi, in Abruzzo. Lo studio del fenomeno sarà concentrato sulla messa in opera di un sistema di monitoraggio ad alta precisione per individuare eventuali deformazioni delle abitazioni presenti a monte del versante, tuttora sgomberate per ragioni di sicurezza e per individuare la reale estensione del movimento al fine soprattutto del ripristino della funzionalità della strada provinciale. Il fenomeno è attenzionato dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Abruzzo, dalla Regione Abruzzo, dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e dal Dipartimento di Scienze dell’Università di Chieti-Pescara che hanno organizzato per la giornata del 31 marzo un sopralluogo congiunto al fine di verificare la reale situazione di pericolosità potenziale”. Lo ha dichiarato Nicola Sciarra dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata, socio fondatore dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata, ingegnere, docente ordinario di Geologia Applicata presso l’Università Grabriele D’Annunzio di Chieti.

Ieri il prof. Sciarra è stato sul posto ed anche oggi sta partecipando ad un sopralluogo.

“Il 25 gennaio lungo la strada provinciale 29b in loc. Santa Lucia del Comune di Silvi (TE) si è mobilizzato un movimento franoso che ha costretto l’evacuazione di alcuni fabbricati di civile abitazione. Immediatamente è stato messo in opera un sistema di monitoraggio inclinometrico e piezometrico per individuare la profondità del movimento e la presenza di superfici piezometriche anomale. Inizialmente il movimento aveva mobilizzato le porzioni più superficiali del versante costituite da sabbie limose, dilavate a causa di un flusso sotterraneo idraulico sovrabbondante. Le condizioni geologiche predisponenti risiedono nella presenza di una paleofrana la cui genesi è individuata nel crollo di porzioni di roccia – ha continuato Sciarra – e detriti della sovrastante Rupe di Silvi Alta. Le abbondanti precipitazioni meteoriche hanno accelerato il fenomeno fino a raggiungere nella giornata di sabato 28 marzo l’attuale configurazione. Sono state interamente distrutte 3 abitazioni con crolli repentini e dissestata la strada provinciale con spaccature di oltre 2.5 m di rigetto. Il movimento è tuttora attivo. Dalle letture inclinometriche eseguite nei giorni precedenti il collasso generalizzato era stato possibile individuare la profondità del movimento, nella porzione di monte, variabile tra i 7 ed i 9 metri profondità in corrispondenza di uno strato di conglomerati cementati ma fortemente fratturati. L’estensione areale del fenomeno è di circa un centinaio di metri in corrispondenza della corona superiore per una lunghezza di oltre 200 m verso valle”.

Geologi e Ingegneri dialogano e la Geologia Applicata include anche opere di ingegneria civile.

Geologia Applicata: un pilastro strategico per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile.

“La Geologia Applicata rappresenta una disciplina chiave per comprendere e gestire l’interazione tra l’uomo e l’ambiente geologico, contribuendo allo sviluppo di soluzioni efficaci per la mitigazione dei rischi geologici, idrogeologici e sismici. Il suo ambito di intervento include, inoltre, la progettazione di opere di ingegneria civile e la gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee.
In questo contesto si inserisce l’attività dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale (AIGA) – ha affermato Monica Papini, geologo, ordinario di Geologia Applicata presso il Politecmico di Milano e Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata – fondata nel 1999 e riconosciuta giuridicamente nel 2017, che riunisce ricercatori, accademici, professionisti e imprese impegnati nei settori della gestione delle georisorse, della protezione ambientale e della pianificazione territoriale. L’associazione promuove la ricerca scientifica, il trasferimento tecnologico e la formazione specialistica, favorendo al contempo il dialogo tra il mondo accademico, le istituzioni e il sistema produttivo.
Tra gli obiettivi prioritari di AIGA vi è infatti il rafforzamento delle sinergie tra ricerca e applicazione, con l’intento di contribuire alla definizione di strategie innovative per la prevenzione e la gestione dei rischi naturali e antropici, nonché alla qualificazione professionale dei geologi”.

Il ruolo delle donne nelle discipline STEM!

Un segnale significativo di evoluzione nel panorama scientifico arriva dal 2024, anno in cui, per la prima volta, la presidenza dell’associazione è affidata a una donna: la prof.ssa Monica Papini del Politecnico di Milano. Un traguardo che riflette il crescente riconoscimento del ruolo delle donne nelle discipline STEM.
L’attuale contesto globale evidenzia tuttavia criticità sempre più rilevanti. L’intensificazione dell’uso del territorio e delle risorse naturali, alimentata dalla spinta alla crescita economica, espone sempre di più le comunità ai rischi legati a fenomeni franosi e alluvionali, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici. A questi si aggiungono i rischi sismici e vulcanici, amplificati dalla crescente urbanizzazione di aree ad alta pericolosità.
Parallelamente, l’uso intensivo delle risorse idriche sotterranee sta determinando un progressivo depauperamento sia quantitativo sia qualitativo, a causa dello sfruttamento e dell’inquinamento degli acquiferi.

C’è però il calo di geologi ai corsi di Laurea in Geologia!

“Nonostante la crescente consapevolezza di tali problematiche, si registra un preoccupante calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Geologia, con conseguenze dirette sulla disponibilità futura di competenze altamente specializzate. Sottolineo la necessità di rilanciare l’interesse verso le Scienze della Terra – ha concluso la Papini – articolate in numerosi settori che spaziano dallo studio dell’evoluzione del pianeta ai processi sismici, vulcanici e idrogeologici.
In questa prospettiva, emerge con forza l’urgenza di valorizzare la figura del geologo, professionista fondamentale per supportare le scelte di pianificazione territoriale e garantire uno sviluppo sostenibile e sicuro del territorio”.

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