Di seguito un comunicato diffuso da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria:
Presso lo stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria si è svolto ieri l’incontro tra il management aziendale, una delegazione del Ministero del Lavoro e INAIL e le Organizzazioni sindacali, in attuazione di quanto condiviso il 5 marzo scorso a Palazzo Chigi, nel corso del confronto tra il Governo e le Organizzazioni sindacali metalmeccaniche.
La riunione, svoltasi in un clima di dialogo costruttivo tra le parti, ha consentito un esame approfondito dei principali aspetti attinenti alla sicurezza degli impianti e dei lavoratori, attraverso un confronto operativo che ha permesso di mettere a fattor comune lo stato delle misure già avviate e di individuare ulteriori ambiti di miglioramento da sviluppare nel prossimo periodo.

È stato anche previsto un percorso formativo dedicato agli appaltatori e ai referenti aziendali che ne coordinano l’operatività per elevare gli standard di sicurezza e favorire una maggiore integrazione tra soggetti interni ed esterni.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre prevista la costituzione di un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti delle parti presenti, cui sarà affidato l’approfondimento delle tipologie di contratti collettivi applicati dalle imprese dell’indotto e dei relativi effetti sul sistema delle tutele dei lavoratori.
Sono stati infine esaminati i dati relativi ai lavoratori impiegati nelle attività di manutenzione, anche con riferimento alla loro partecipazione alla turnazione della cassa integrazione guadagni straordinaria.
L’incontro odierno si inserisce in un percorso condiviso di ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza, fondato sulla piena e continuativa collaborazione tra Istituzioni, Azienda e Organizzazioni sindacali. A tal fine, su proposta del Ministero del Lavoro, gli incontri diventeranno uno strumento di confronto periodico.
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Di seguito un comunicato diffuso da Usb:
“Abbiamo ribadito, ancora una volta,l’assoluta urgenza di intervenire tempestivamente per fare in modo che la sicurezza nello stabilimento sia oggetto di massima attenzione. Un impegno non più procrastinabile, soprattutto alla luce dei due operai morti in quella fabbrica dall’inizio dell’anno, quando sono passati appena due mesi e mezzo dall’inizio del 2026. Quotidiane inoltre le immagini che parlano chiaramente di una fabbrica ridotta ai minimi termini, con impianti che cadono a pezzi. E’ quindi indispensabile stilare un piano di interventi sui vari impianti e, sulla base dello stesso, prevedere risorse ad hoc”. A parlare è Enzo Mercurio, coordinatore provinciale Usb Taranto, in seguito all’incontro sulla sicurezza tenuto presso l’ex Ilva e fissato giovedì scorso, in occasione del confronto tenuto a Palazzo Chigi.
“È ormai chiaro a tutti che solo lo Stato può fornire strumenti e fondi per far fronte a questa situazione di estrema precarietà che ricade sulle spalle di tutti i lavoratori, in particolar modo su quelli dell’appalto che sono da sempre i più esposti, perché a causa del dumping contrattuale, sono maggiormente ricattabili e si confermano anello debole della catena”.
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Di seguito un comunicato diffuso da Fiom Cgil:
«Il ministro Urso aveva annunciato che oggi ci sarebbe stato presentato un piano per alzare il livello di sicurezza del lavoro, ma di quante risorse necessitano per attuarlo, nulla. È netto il giudizio del segretario generale della Fiom-Cgil Taranto, Francesco Brigati, al termine dell’incontro sulla sicurezza che si è svolto questo pomeriggio all’interno dello stabilimento ex Ilva, alla presenza dei rappresentanti aziendali e dei funzionari del Ministero del Lavoro.
Brigati spiega che il sindacato ha posto una serie di questioni precise, a partire dalla necessità di affrontare in modo strutturato le cause degli incidenti avvenuti negli ultimi mesi. «Abbiamo ribadito la richiesta di costituire gruppi di lavoro e comitati di stabilimento area per area, una proposta avanzata da tempo dalle organizzazioni sindacali e oggi ripresa dall’azienda. Ma non basta: servono impegni concreti e verificabili».

“Servono verifiche strutturali e interventi sugli impianti”
Brigati ha inoltre chiesto interventi immediati sulle condizioni degli impianti: «Ci sono oltre 60 chilometri di nastri trasportatori su cui i lavoratori effettuano ispezioni e manutenzioni. Abbiamo chiesto verifiche e interventi strutturali sui camminamenti, sulle altezze e sul piano di calpestio. L’azienda ha preso un impegno, e alcune ispezioni sono già iniziati, ma serve un piano organico e strutturale».
Tra le priorità indicate dalla Fiom anche la riattivazione dell’impianto di granulazione: «È indispensabile per la sicurezza degli impianti siderurgici. L’assenza della granulazione, soprattutto con altoforni in ripartenza che comportata livelli elevati di silicio e quindi di ghisa non processabile, può generare emissioni diffuse e fuggitive e rischi di esplosioni in acciaieria. Lo chiediamo dal 2014, da quando l’impianto fu fermato per un’ordinanza del sindaco».
Altro punto sollevato riguarda il monitoraggio e la rimozione dell’amianto: «Serve un piano chiaro, aggiornato e condiviso con i rappresentanti della sicurezza.
Il segretario Fiom sottolinea che la questione decisiva resta la disponibilità economica dell’amministrazione straordinaria: «Lo abbiamo detto chiaramente al Ministero del Lavoro: senza risorse non si garantisce la messa in sicurezza degli impianti. È necessario sapere quali investimenti si intendono fare e con quali tempi, condividendoli con le organizzazioni sindacali».
Brigati ha inoltre ribadito la richiesta di ispezioni congiunte, anche con lo Spesal, per verificare sul campo le condizioni degli impianti.
«L’incontro apre un ragionamento, ma ora bisogna vedere come si tradurrà in atti concreti», afferma Brigati. Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 marzo a Taranto, e la Fiom ha chiesto che l’intero percorso si concluda con un incontro istituzionale al Ministero del Lavoro a Roma.
«Il nostro giudizio è a metà: ci sono impegni, ma mancano risposte decisive. Continuiamo a richiamare il Governo alle sue responsabilità: servono risorse e interventi immediati per affrontare la complessità di uno stabilimento che paga anni di mancata manutenzione. La sicurezza non può più aspettare».






