Di Nino Sangerardi:
Soprattutto le case coloniche agrarie in territorio pugliese, marzo 2026, risultano preda dell’incuria, autodistruzione e malviventi. .
Ultima documentazione urbanistica della Legge n.841 del 21 ottobre 1950 con oggetto le “Norme per la espropriazione,bonifica,trasformazione e assegnazione dei terreni ai contadini”.
Ovvero la cosiddetta Riforma Fondiaria, che puntava a stemperare le tensioni sociali, la fame di lavoro che dominavano il Sud Italia nell’immediato dopoguerra.
Capolavoro politico della Democrazia Cristiana( Alcide De Gasperi Presidente Consiglio dei Ministri, Antonio Segni Ministro dell’Agicoltura) che diede vita alla piccola borghesia rurale —tramite elargizione di poderi grandi sei o massimo dieci ettari dotati di stalle e pozzi acquiferi e collegamenti viari e dighe, Scuole Agrarie, Chiese e officine—sottraendo al Partito comunista italiano e movimenti sindacali il consenso di nullatenenti e braccianti.
Settecentocinquantamila gli ettari espropriati ai detentori di latifondo nel centro Sud di cui 196.937 in Puglia e Lucania,dando vita all’insediamento di 121 mila nuclei familiari.
Non poche le vicissitudini in capo ai proprietari di migliaia di ettari, come quel Barone che dopo aver mietuto cereali e granturco prima di autorizzare gli spigolatori faceva passare galline e pecore e capre. Insomma: prima gli animali e poi uomini donne e bambini denutriti.
E comunque la struttura imprenditoriale decretata dalla Riforma, dieci ettari per famiglia, non competitiva dal punto di vista economico nel giro di pochi lustri si annienta .
Il miracolo economico,anni ’60, determina la fuga di piccoli e medi agricoltori meridionali verso Lombardia Piemonte Veneto Germania Francia e Svizzera, e l’inizio del declino del rinnovamento agrario nel Mezzogiorno italiano.
A fine anno 1993 viene chiuso l’Ente regionale per lo sviluppo agricolo pugliese(Ersap,già Ente riforma fondiaria) con relativa lista di debiti e crediti.
La Regione Puglia con Legge n.20 del 30 giugno 1999 procede alla dismissione e vendita di terreni,fabbricati e borgate(patrimonio valutato 50-60 milioni di euro) riconducibili all’Ersap a tariffe assai convenienti.
Finisce qui la vicenda politica sociale e urbana in capo alla Riforma Fondiara d’Apulia.
Per concludere, utile leggere quanto scrive Luigi Barzini Junior– inviato speciale del Corriere della Sera in Bari, ottobre 1957— :
“ Qual è il Bilancio della Riforma Agraria nel Mezzogiorno? Il bilancio è senza dubbio positivo. La cosa va vista panoramicamente, come una battaglia. La Riforma non è somma di tutte le piccole riforme di paese, con i loro errori, manchevolezze e piccole magagne umane. E’ un’altra cosa. Ha provocato una vasta rivoluzione morale nel Mezzogiorno, dalle ripercussioni incalcolabili, alcune delle quali impreviste. Anzitutto va considerata una operazione politico-sociale di bonifica umana e non soltanto uno strumento tecnico, per cui ogni obiezione di questo carattere perde valore… Gli assegnatari sono diventati visibilmente umani, diversi. Visitando le loro casette si ha la sensazione esatta del valore umano degli sforzi fatti. I volti sorridono. L’ingegnosità di ogni assegnatario ha trasformato ciò che gli hanno consegnato. Tutti si sentono padroni di sé e delle proprie case, sentimento che si indovina nella cortesia dignitosa con cui ricevono i forestieri e nella tranquillità con cui parlano del futuro”.
(foto: Poggiorsini, di Nino Sangerardi)






