Di seguito un comunicato diffuso da Usb:
L’incontro di oggi a Palazzo Chigi conferma la situazione drammatica che da tempo denunciamo: Acciaierie d’Italia continua a trovarsi in una condizione estremamente fragile sul piano industriale, finanziario e soprattutto su quello della sicurezza degli impianti.
Gli incidenti che continuano a verificarsi all’interno dello stabilimento, fino alla tragedia che nei giorni scorsi è costata la vita ad un lavoratore di appena 36 anni, dimostrano con drammatica evidenza che il problema principale resta lo stato degli impianti. Anni di gestione che hanno progressivamente ridotto manutenzioni ed investimenti, hanno lasciato una fabbrica che oggi richiede interventi strutturali profondi.
Non si può pensare di affrontare una situazione di queste dimensioni continuando ad intervenire con misure tampone e con decreti da poche centinaia di milioni di euro alla volta.
Gli stessi dati discussi al tavolo parlano di danni accumulati nella gestione Arcelor Mittal per miliardi di euro. È evidente che il tema non è più la gestione ordinaria, ma la necessità di un intervento industriale straordinario con un fondo ad hoc, definito subito dal Governo.
In questo quadro, continuiamo ad avere forti perplessità rispetto all’idea che la soluzione possa essere affidata esclusivamente a una nuova operazione di vendita. Dopo l’esperienza vissuta con ArcelorMittal, è legittimo chiedersi se sia davvero credibile immaginare che un nuovo soggetto privato possa assumersi da subito l’onere di investimenti enormi su un impianto che necessita di interventi strutturali per miliardi di euro.
Per questa ragione, ribadiamo una posizione che la nostra organizzazione ha sostenuto fin dall’inizio: un asset industriale strategico come la siderurgia italiana deve essere posto sotto controllo pubblico. Solo un intervento diretto dello Stato può garantire le risorse necessarie per rimettere in sicurezza gli impianti, ricostruire una prospettiva industriale credibile e tutelare davvero i lavoratori e la salute pubblica.
Accanto a questo, resta aperto il tema degli appalti e delle condizioni di lavoro. Non è accettabile che all’interno di un sito industriale di questa importanza, continuino ad operare lavoratori con salari e contratti al ribasso. È necessario introdurre nei capitolati d’appalto l’obbligo di applicare il contratto metalmeccanico per tutte le attività industriali svolte nello stabilimento.
Nel corso dell’incontro, abbiamo inoltre evidenziato alla Ministra del Lavoro Marina Calderone la necessità di aprire immediatamente un confronto sugli strumenti straordinari di accompagnamento e tutela per tutti i lavoratori coinvolti nella crisi: i dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia, i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria e i lavoratori degli appalti, che operano all’interno del sito.
Una vertenza di questa portata richiede strumenti eccezionali di protezione del reddito, continuità occupazionale e salvaguardia delle competenze industriali e per la decarbonizzazione, che non possono essere affrontati con gli strumenti ordinari oggi disponibili.
Acciaierie d’Italia è una vertenza che riguarda il futuro della siderurgia nel nostro Paese e il ruolo dello Stato nelle filiere industriali strategiche. Per questo, continueremo a chiedere scelte chiare e strutturali, all’altezza della gravità della situazione.
Al termine del tavolo, è stato calendarizzato un incontro specifico sulla sicurezza dello stabilimento e degli impianti a Taranto per il 13 Marzo.
L’impegno del Governo è quello di riconvocare il tavolo di palazzo Chigi nuovamente entro un mese.






