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Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria: “un miliardo di euro di investimenti” in due anni Il punto di vista sindacale

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Di seguito un comunicato diffuso da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria:

Prosegue, sul piano industriale, la programmazione delle attività dell’Amministrazione Straordinaria di Acciaierie d’Italia sugli impianti principali del sito di Taranto, nel rispetto del cronoprogramma definito.

Per quanto riguarda gli altoforni, l’Altoforno 2 ha completato le attività di test, riscaldo e riempimento del forno, con ripartenza prevista nei prossimi giorni. Seguirà la manutenzione programmata dell’Altoforno 4, finalizzata alla sostituzione delle piastre, che avrà inizio il prossimo 28 febbraio e avrà una durata stimata di circa 60 giorni. Entro tale termine saranno riavviate anche le Cokerie (BAT), con la rimessa in esercizio delle batterie 7, 8 e 12, attualmente ferme per interventi di manutenzione sul catalizzatore.

Il completamento di queste operazioni consentirà di riportare lo stabilimento a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate di acciaio annue entro la fine di aprile 2026, insieme alla ripartenza delle cokerie.

A partire da febbraio 2024 sono stati destinati oltre 997 milioni di euro ad attività di manutenzione e investimenti industriali, a conferma dell’impegno dell’Amministrazione Straordinaria nel garantire la piena funzionalità degli impianti.

Nel corso del 2025, inoltre, il sito industriale di Taranto ha registrato il più alto numero di ore lavorate degli ultimi anni, sia da parte del personale diretto sia delle imprese terze.

Questi interventi confermano l’impegno di ADI in A.S. a rendere il sito di Taranto efficiente e operativo, attraverso continuità produttiva e investimenti strutturali, in vista della finalizzazione delle procedure di gara in corso.

—–

Di seguito il comunicato sindacale congiunto:

Fim, Fiom, Uilm e Usb in data 23.01.2025 hanno inoltrato alla gestione commissariale
una richiesta di incontro, in merito ad una situazione di criticità che riguarda gli aspetti di
sicurezza sugli impianti, la questione ambientale e occupazionale oltre agli assetti di marcia
attuali, e che oggi ha trovato un momento di confronto con il management aziendale al fine di
individuare un percorso ed un piano di lavoro con il coinvolgimento dei RSU ed RLS di
stabilimento.
L’incontro odierno ha consentito alle scriventi organizzazioni sindacali di avanzare
delle richieste ben precise su una serie di punti:
• Piano di spesa e investimenti manutentivi di carattere ordinario e straordinario,
l’istituzione di un Coordinamento di Stabilimento con la partecipazione sia dei RLS che dei
RSU che affronti, per ogni area con la presenza del Direttore di Stabilimento, Direttore di
Area e dei preposti con delega alla sicurezza, le criticità presenti nei reparti di tutto il sito
produttivo e la condivisione, a fronte dei decreti che stanno mettendo a disposizione
ulteriore liquidità pubblica, dei progetti di intervento delle attività manutentive di
carattere ordinario e straordinario;
• Il monitoraggio sui numeri della cassa integrazione a partire dal rispetto della
rotazione per mansioni fungibili, dal mantenimento degli organici tecnologici previsti per
un sito siderurgico come quello tarantino, dall’esenzione degli addetti alle attività di
manutenzione e alle attività connesse alla sicurezza e all’ambiente come da normativa di
legge;
• Una mappatura delle aziende dell’appalto che operano all’interno dello stabilimento
con riferimento all’utilizzo del CCNL di riferimento, utile quest’ultimo ad impedire il
dumping contrattuale.
La Direzione Aziendale ha presentato dei dati in merito alle risorse stanziate per le attività
di manutenzione e investimenti industriali che a partire da febbraio 2024 risultano essere di
997 milioni di euro.
In riferimento a questo dato crediamo sia utile precisare che tale cifra comprende le
risorse per attività che riguardano investimenti industriali, di ricambistica, di rifacimento dei
refrattari e che complessivamente le risorse che riguardano le attività di manutenzione
ordinaria sono di 361 milioni di euro nel biennio 2024/2025, di cui 119 milioni sono per
attività affidate a terzi.
Tuttavia abbiamo rappresentato che tali investimenti, se pur importanti, risultano essere
insufficienti rispetto alle criticità presenti all’interno dello stabilimento siderurgico a seguito
della precedente gestione disastrosa di Arcelor Mittal, che ha, di fatto, depredato gli impianti
lasciandoli in condizioni disastrose.
Infatti, siamo partiti da un piano di ripartenza presentato dalla gestione commissariale
che, soprattutto nella fase iniziale, ha dovuto intervenire con investimenti notevoli per
consentire una regolare marcia degli impianti.
Inoltre è utile precisare che, ad oggi, alcune attività di manutenzione vengono rinviate sulla
base delle risorse disponibili da parte di Acciaierie d’Italia e che, di fatto, questa incertezza
non garantisce una programmazione regolare delle attività da svolgere all’interno dello
stabilimento, facendo aumentare anche i numeri della cassa integrazione che raggiungono
percentuali del 50 – 60% per le manutenzioni centrali.
I numeri della cassa integrazione indicano anche una criticità in particolar modo per la
laminazione a freddo e tubifici che ad oggi hanno un numero molto elevato di lavoratori
coinvolti a seguito della completa fermata degli impianti.
Inoltre, il piano corto presentato dal governo, che ha visto la netta contrarietà delle
organizzazioni sindacali, ha determinato un aumento del numero di lavoratori in CIGS con
punte di oltre 3000 dipendenti nei mesi di novembre e dicembre.
L’azienda ha assunto degli impegni sulle base delle richieste avanzate da Fim, Fiom,
Uilm e Usb, e si è convenuto di procedere.


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